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    Ospedale Vibo: documento dei medici

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    I medici del presidio ospedaliero “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, riunitisi per discutere sugli  eventi delle ultime ore che hanno interessato la sanità pubblica vibonese, hanno redatto un documento che viene trasmesso all’attenzione del Presidente della Giunta Regionale on. Agazio Loiero, al Commissario per l’emergenza sanità ed Assessore regionale alla salute, on. Vincenzo Spaziante,

    al Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, dott. Rubens Curia e all’attenzione di tutti gli Organi di Informazione.  

    Questo il testo firmato da tutti i medici ospedalieri:

    I medici ed il personale  tutto dell’ospedale di Vibo Valentia, a seguito dell’ennesimo, indiscriminato attacco mediatico, seguito alla comunicazione di “avviso di garanzia” notificato ai primari ed altri dirigenti responsabili della struttura, intendono precisare quanto segue:
    Pur nelle difficoltà derivanti dall’operare in una struttura, da più parti e dagli stessi considerata inadeguata per gravi carenze strutturali, hanno ritenuto finora e ritengono ancora di dover proseguire nell’attività assistenziale offerta all’utenza, nella convinzione che non esista alcuna  alternativa efficacemente  percorribile, in tempi  utili.
    Alla luce però dell’allarme creato nella cittadinanza dal sequestro preventivo di alcune unità operative e dell’impianto elettrico dell’intera struttura, fanno presente che la “facoltà d’uso” , stante la gravità delle irregolarità contestate, prevista dal provvedimento, espone tutti gli operatori ad un rischio personale e professionale aggiuntivo.
    Considerato che la prevalenza delle infrazioni in oggetto,  sono state più e più volte invano segnalate da tutti i responsabili, a vario titolo,  agli organismi competenti, sollecitano l’assessore regionale alla salute affinché ribadisca la inderogabile necessità a proseguire nel loro  “obbligo” di utilizzo della struttura.
    Non è accettabile che sugli stessi possa ricadere la responsabilità di eventi avversi, peraltro statisticamente prevedibili.
    Non intendono con questo, esimersi da responsabilità professionali e di mansioni, ma nel contempo non sono disponibili a  fungere da “capro espiatorio” per colpe non riconducibili al loro operato.
    Appaiono increduli per  come,  in questi frangenti,  istituzioni e politici, “prendano le distanze”.
    “ I nostri ricettari portano nell’intestazione, prima del nostro nome, prima del nome del dirigente dell’Unità Operativa di appartenenza, prima del nome del Direttore del dipartimento e dell’azienda, il logo della  Regione Calabria!!! “
    Invitano i sindaci del territorio, gli operatori ed i cittadini tutti ad una azione comune e  costruttiva, nell’ottica che questa politica di denigrazione operata dai mass-media non sia utile a nessuno.
    Non è utile ai medici, che devono operare in questo clima e non è utile agli ammalati; non è utile infine  alla  nostra comunità, di riconosciuta “vocazione turistica “ una pubblicità  nazionale di questo tipo!!
    Soprattutto non è utile perche è tendenziosa. La buona o la cattiva sanità non si giudica, nelle trasmissioni televisive e sui giornali sull’onda dell’emozione di singoli episodi, ma sulla base di  precisi indicatori statistici.
    Auspicano, con la consueta serenità, che la Giustizia individui, in modo tempestivo, laddove sussistano, eventuali responsabilità così da evitare forme di giustizia sommaria, in cui tutti (e nessuno) risultano colpevoli.
    Proclamano infine uno stato di agitazione permanente che si riservano di definire  in termini di organizzazione ed eventi.
    Con certezza, solleciteranno, di persona, l’alta tutela del Presidente della Repubblica, quale garante delle dignità professionale ed umana di tutti gli operatori.