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    Bianchi (PD), affrontare emergenza Calabria senza attaccare i medici

    Affrontare l’emergenza della sanita’ calabrese senza processi sommari ai medici. Lo chiede la senatrice del Partito democratico, Dorina Bianchi, preoccupata per le condizioni della sanita’ della Regione, ma anche per i segnali “allarmanti” di perdita di fiducia verso i camici bianchi della regione e del clima di disagio generalizzato. “Sulle condizioni in cui versa il sistema sanitario calabrese le preoccupazioni sono tante e imminenti”, ammette Bianchi. “Gli ultimi sequestri effettuati all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia – elenca – i progetti del Piano di rientro pensato dalla Regione Calabria per far fronte al disavanzo accumulato negli anni dal sistema sanita’, le insofferenze manifestate dai professionisti calabresi che si vedono privati del rispetto e della stima di cui dovrebbero godere. E ancora: la rabbia dei familiari delle vittime della presunta malasanita’ regionale. Sono tutti segnali allarmanti e sui quali e’ necessario riflettere immediatamente e che mostrano un disagio generalizzato”. Ma ora, dopo tanti sprechi e gestioni opinabili, dice ancora Bianchi, “in Calabria si deve procedere a una crescita effettiva anche alla luce di cifre che parlano del 65% del bilancio regionale destinato al cruciale settore, con una spesa annuale di 3 miliardi e 208 milioni di euro”. Molti i vuoti da colmare. Ma “di certo la riforma federalista voluta dal Governo Berlusconi non aiutera’ il sistema a migliorare – prosegue – anzi il rischio e’ quello di una sua implosione, con una drammatica ricaduta sulla certezza dell’assistenza da garantire ai cittadini. Ritengo che l’attacco indiscriminato ai medici calabresi non sia utile se non per procedere a giudizi sommari – conclude – quello che, ora piu’ di sempre, e’ indispensabile trovare, sono soluzioni concrete e migliorative di tutto il sistema”. (Adnkronos)