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    Sicurezza sul lavoro: Foti (Pdl), "rispetto regole avvantaggia"

    In questi ultimi giorni in Italia si sono verificati dei gravi incidenti sul lavoro che hanno provocato delle vittime, un notiziario che si presenta spesso come un vero e proprio bollettino di guerra. Sono 474 le vittime degli incidenti sul lavoro nel 2008, gli ultimi 8 incidenti si sono verificati solo nel fine settimana scorso.La maggior parte dei casi interessa i lavoratori del settore edile, che in Italia è costituito da 1,6 milioni di persone, oltre la metà è in nero e il 42% di questi sono stranieri. Alla luce di questi dati c’è davvero bisogno di un periodo di tolleranza zero. Sui cantieri servono più controlli a sorpresa  e,  se necessario, il riconoscimento alle prefetture di maggiori poteri, nuove regole e strumenti adeguati.  A tal proposito abbiamo richiesto la presenza del Presidente dell’INAIL Mungari in Commissione Lavoro alla Camera per Giovedì prossimo al fine analizzare il possibile utilizzo di una parte delle risorse dell’Inail per aumentare il numero degli ispettori addetti ai controlli. Il rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro è “un fatto culturale” che interessa in modo responsabile sia le imprese sia i lavoratori. Personalmente sono convinto che il rispetto delle regole non deve essere vissuto dall'imprenditore come un dovere, ma come una grande opportunità per qualificare e rendere più competitiva la propria impresa.Credo che questo sia un concetto chiave peraltro condiviso anche dai sindacati secondo quanto, ad esempio, è emerso nel corso di un recente incontro, promosso dalla  Confederazione Nazionale dell'artigianato (Cna), tenutosi alla Camera di Commercio di Reggio Calabria sulla nuova normativa prevista dal Testo Unico. Un provvedimento che già rappresenta una forte risposta ai tragici eventi legati agli infortuni sul lavoro. Con il provvedimento è ridisegnata la materia della salute e sicurezza le cui regole sono state collocate in un’ottica di sistema. La riforma è pienamente coerente con le direttive comunitarie e le convenzioni internazionali. Tra  le principali novità del testo vi è l’ampliamento del campo di applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza fino ai lavoratori autonomi, con conseguente innalzamento dei livelli di tutela di tutti i prestatori di lavoro.Ed ancora, è previsto il rafforzamento delle prerogative delle rappresentanze in azienda e la creazione di un rappresentante di sito produttivo, presente in realtà particolarmente complesse e pericolose (ad esempio, i porti), nonché la rivisitazione e il coordinamento delle attività di vigilanza, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse, eliminazione delle sovrapposizioni e miglioramento dell’efficienza degli interventi. È previsto inoltre,  il finanziamento delle azioni promozionali private e pubbliche, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, tra le quali l’inserimento nei programmi scolastici e universitari della materia della salute e sicurezza sul lavoro; la revisione del sistema delle sanzioni fino alla previsione, come è noto, della pena dell’arresto per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi; l’eliminazione o la semplificazione degli obblighi formali concernenti gli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.È pertanto evidente che le regole esistono ma di raro vengono rispettate. È però vero che i burocratismi della normativa, soprattutto per le piccole imprese, prevedono un’eccessiva richiesta di documentazione, ciò rischia di appesantire i vari controlli di sicurezza. A tal proposito è necessario garantire un’azione di prevenzione accurata, un’azione di Informazione dei lavoratori, una continua formazione dei datori di lavoro, sia pubblici che privati, oltre naturalmente alla formazione dei lavoratori.

    Quali sono, infatti, i riflessi sulle imprese e nella loro competitività? A mio parere, il provvedimento, nella sua applicazione, può incidere negativamente sulla competitività delle imprese soltanto se non viene fatta una netta distinzione tra mancanze meramente formali e mancanze che, invece, possono creare reali situazioni di pericolo per i lavoratori. Questo è il compito dei soggetti che a diverso titolo saranno impegnati nella applicazione della legge  Il sistema informativo che con il provvedimento sarà attivato, sarà lo strumento che consentirà agli addetti ai lavori di evitare che la circolazione delle notizie sugli infortuni, lo svolgimento delle ispezioni e le attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, diventino quei “lacci e laccioli” che possono frenare i processi di innovazione organizzativa delle imprese che sono il presupposto alla competitività delle stesse. In sintesi, se l’obiettivo Paese è oggi rappresentato dalla competitività, non dobbiamo mettere in difficoltà lo sviluppo delle imprese serie, la parte sana del Paese, perché rischiamo di far aumentare il livello di economia sommersa e non raggiungere i traguardi oggi indispensabili per competere nei mercati nazionali e internazionali.

     

    On. Nino Foti

    Capogruppo Pdl in Commissione Lavoro alla Camera