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    Reggio, Hospice: l'intervento di Don Giuseppe Dieni

    «L’Hospice di S. Sperato rientra nella mia zona pastorale, per cui, in qualità di parroco – scrive don Giuseppe Dieni –, mi reco periodicamente a visitarlo, per dare ai pazienti una parola di conforto, concedere loro la possibilità di confessarsi, ricevere l’Eucarestia, di partecipare alla S. Messa».
    «L’importanza dell’Hospice si può conoscere solo visitando il centro stesso – dice ancora don Giuseppe –. Un momento di riflessione ci viene spontaneo: è meraviglioso notare tante persone unite, operatori medici e assistenti sanitari ma anche tanti volontari, che prodigandosi nel modo loro più congeniale, cercano di dare un momento di sollievo a chi soffre e si trova ospite della struttura, cercando inoltre di alleviare la sofferenza delle famiglie che vedono spegnersi i loro cari di giorno in giorno. La grande importanza dell’Hospice si può solo capire da una chiave di lettura che consiste nel capire la sofferenza e il dolore che provano i degenti della struttura, che, come ho avuto modo di constatare nei momenti di incontro che ho spesso con loro, sono animati da uno spirito ineguagliabile, da una forza a volte incomprensibile, in cui riabbracciano la volontà di essere cristiani e spesso ritrovano quei valori perduti».
    «Proprio questo messaggio va posto, in questo momento particolare, perché proprio fra quelle mura in comunione con il Signore, si esprime la tensione della comunione fra gli uomini, specie nella consapevolezza che lasceremo l’affetto dei nostri cari per raggiungere la vita eterna. Ai parenti dei pazienti – continua don Giuseppe Dieni – va anche il mio saluto e la mia vicinanza. Capisco cosa voglia dire vedere soffrire i propri cari ed essere impotenti, non sapere cosa fare per alleviare il loro dolore e le loro sofferenze. Possiamo solo immaginare il duro e particolare lavoro che si svolge in questa struttura. Riuscire a dare un sorriso e contemporaneamente vedere lo spegnersi della persona è una dura prova per tutti noi. Solo lo sforzo di aiutare il prossimo, di accompagnare il più possibile all’incontro con Nostro signore per realizzare la serenità dell’anima, missione di ogni cristiano, ci può dare la forza e il coraggio necessari a operare in un centro di tale importanza».
    «Proprio per questo – conclude il parroco di San Sperato – mi rivolgo a tutte le forze politiche e amministrative per chiedere un pronto, significativo e concreto atto di volontà per definire e concludere in modo positivo il grave problema che sta affliggendo tale struttura, ricordando che la struttura consiste in uomini che soffrono e non debbono essere abbandonati spegnendo la speranza che non deve morire in nessuno».

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