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    Nicolò: per l'aereoporto appello a San Giovanni Decollato

    Riceviamo e pubblichiamo

     

    Per far “decollare” l’aeroporto la soluzione c’è: rivolgiamoci devotamente a San Giovanni Decollato.Questo accostamento non è frutto di un gioco di parole, ma di un’”associazione di testa”.Infatti, la cosa interessante non è solo l’ ”aspetto salvifico” del Santo, che potrebbe interessarci, e che non vale la pena di scomodare per cosi poca roba, quanto la sua morte.Morte avvenuta per decapitazione e che, mi ha suggerito l’idea che bisognerebbe tagliare le tante teste (che si sono succedute nel tempo) responsabili dell’amletico dubbio: si parte o non si parte?I cittadini reggini (penso di non sbagliarmi) ne hanno piene le orecchie, per un’eccessiva stimolazione delle sue strutture dell’equilibrio e da qui la cinetosi, con sudorazione, pallore e vomito irrefrenabile.Mal d’aereo non legato al volo, ma  alle tante parole che si è costretti ad ascoltare.Comprendo la necessità di svelare la verità, e bisogna dare merito al Sindaco di aver lanciato (non è il primo) l’allarme chiusura aeroporto.Ritengo utile siano fatte alcune brevi considerazioni .Prima considerazione. Senza un aeroporto a Reggio fallisce il progetto di Città Turistica. Non è infatti pensabile che i turisti arrivino a Reggio attraversando le “mulattiere” che la separano dal resto d’Italia.Non è pensabile che Reggio e provincia siano “vive e vitali”  soltanto durante l’estate e vi sia il “deserto” per il resto dell’anno.A tutt’oggi mancano le strutture alberghiere in città. Problema anche questo annoso la cui soluzione appare incomprensibile.Se ne deve dedurre che gli operatori economici, evidentemente, non hanno  la necessaria mentalità imprenditoriale. Questo vuole significare che nessun “escamotage” potrà mai servire a dare stabilità al Tito Minniti se non si parte dal presupposto di aumentare il flusso dei passeggeri, con iniziative di abbattimento del prezzo del biglietto e incrementando il numero dei turisti, ed anche il turismo congressuale (per i periodi invernali).Ergo! Se non si riempiono i voli le compagnie non resteranno mai dalle nostri parti.Seconda considerazione. Il ruolo politico in questi anni sembra (come al solito)  estremamente “sbilanciato” sulle altre province a discapito di Reggio. La responsabilità politica coinvolge “tutti indistintamente”, chi è maggioranza oggi e ieri era opposizione e chi è opposizione oggi e maggioranza ieri.  Assordante il “silenzio attuale” dei nostri politici regionali reggini.La responsabilità politica di chi è? Dei partiti che candidano gente inefficace o dei cittadini che li votano? Qual è la risposta dei partiti a chi non svolge, adeguatamente, il proprio ruolo.Terza ed ultima considerazione. Considerato che tutti hanno a cuore l’aeroporto di Reggio, non comprendo le “difficoltà” ad instaurare un tavolo di consultazione, ove siano presenti Comune, Provincia, Regione, Sogas, operatori turistici e quanti abbiano a cuore il problema.Ove ciò non si verificasse, qualsiasi cittadino sarebbe “legittimato” a pensare che le parole in libertà non costano nulla e che all’aereo è preferibile prendere il “mare aperto” e non rimanere nelle “acque stagnanti” di questa regione. Antonio Nicolò (Capogruppo di Alleanza Nazionale)