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    'Ndrangheta: gli arresti sulla Jonica legati agli appalti per la variante di Palizzi sulla Ss 106

     Circa 300 carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dei ''Cacciatori'' e di unita' cinofile del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia, sono impegnati nell'operazione, nel comprensorio tra Bova Marina e Africo Nuovo, per la esecuzione dei provvedimenti di fermo emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria a carico di indagati di associazione di tipo mafioso ed armata finalizzata alla spartizione e gestione di pubblici appalti, all'infiltrazione in pubbliche amministrazioni, locali e regionali, al procacciamento di voti ed altro. Delle 33 persone da sottoporre al fermo disposto dal pubblico ministero  alcune gia' coinvolte in pregresse vicende giudiziarie, altre sino ad oggi ritenute estranee al contesto criminale indagato, che e' quello delle cosche della `ndrangheta (''Morabito – Bruzzaniti – Palamara'', ''Maisano'', ''Vadala''', ''Talia'') attive nella fascia jonica della provincia. Le misure restrittive in via di esecuzione segnano un'ulteriore fase di un articolata attivita' investigativa, condotta dai Carabinieri di Reggio Calabria sotto il coordinamento della locale Dda e convenzionalmente denominata ''bello lavoro'', che nello scorso mese di febbraio aveva gia' portato al sequestro preventivo di sette cantieri (ed al sequestro probatorio degli uffici delle imprese ivi operanti) allestiti per la realizzazione della c.d. ''variante di Palazzi'', opera rientrante nei lavori di ammodernamento della S.S. 106 ''Jonica'' nella cui realizzazione erano state riscontrate difformita', potenzialmente incidenti sulla tenuta strutturale dei manufatti, tra i materiali impiegati e quelli previsti dai protocolli di settore. Secondo i carabinieri le modalita' di aggressione ai settori economici sono quelle ormai collaudate della `ndrangheta: la conduzione di vere e proprie imprese, ammantate da una parvenza di liceita', attraverso le quali accapararsi l'assegnazione dei piu' importanti affidamenti relativi agli appalti, primo fra tutti la fornitura del calcestruzzo preconfezionato. Altri elementi messi in atto dalle cosche, secondo gli investigatori, l'estromissione di fatto di appaltatori ''estranei'' al contesto, mediante l'imposizione di subappalti e/o noli, ovvero anche la sottoscrizione di lucrosi contratti di forniture nelle fasi del movimento terra, dell'approvvigionamento e trasporto di inerti. E ancora: l'effettuazione di operazioni sovrafatturate attraverso il meccanismo fraudolento legato alla realizzazione di opere di qualita' inferiore a quelle oggetto di pattuizione negoziale; la gestione delle assunzioni di manodopera, funzionale anche all'accrescimento del ''consenso ambientale'' costituente il tipico humus in cui la 'ndrangheta si sviluppa e accresce gli ormai noti suoi livelli di infiltrazione nel tessuto sociale, imprenditoriale, politico ed amministrativo.(ANSA).