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    Melito: in Consiglio "Donne contro le 'ndrine"

    Riceviamo e pubblichiamo

    La Presidente della Commissione per le Pari Opportunità, Antonia Lanucara, ha rilasciato la seguente dichiarazione che si trasmette nella sua stesura integrale:“Giovedì 12 giugno, alle ore 17.00, nell’Aula del Consiglio comunale di Melito Porto Salvo, sono invitati tutti a partecipare all’assemblea, da me promossa in qualità di prima firmataria del documento delle donne contro le ‘ndrine che si stanno incontrando nei 409 Comuni della Calabria. Intendiamo misurarci su questo: come vincere la ‘ndrangheta con una operazione ferma e ragionevole che, come si legge nel Vangelo, si poggi sulla ‘fede che può comandare ai monti di spostarsi’? Chi vuole realizzare operazioni ferme e durature è sicuramente sprezzante delle difficoltà, dei pericoli ed è disposto a sopportare ogni ‘estremità’.Io penso, assieme a moltissime persone, la maggioranza, che perseverando con ostinazione ed onestà, si può e si deve vincere questa mal’erba, anche senza soccorsi. La violenza praticata dalle ndrine è ottusa ed irresponsabile. Le cosche, pur di assestare colpi al loro interno, oggi, e non è la prima volta, colpiscono impunemente gli innocenti! Allora questo popolo calabrese deve sollevarsi per servire una grande causa: Antonio deve continuare a vivere e i suoi genitori dovranno potersi godere il frutto del loro amore. Certo, ci vuole ‘fede’ ed integrità morale. Donne e uomini che non si sono assuefatti all’intimorimento ed alla prevaricazione, devono reagire. Noi donne impegnate in ogni campo della vita istituzionale, politica e sociale, dichiariamo che non basta l’appello rivolto ai delinquenti perché, se ciò bastasse, la ‘ndrangheta non esisterebbe. Allora, il popolo calabrese occupi democraticamente il proprio territorio, chiamando all’impegno coerente, Istituzioni, forze politiche e sociali, ivi compresi tutti gli organi preposti dallo Stato al controllo democratico e alla difesa della convivenza. Oggi più che mai, come popolo del Sud siamo chiamati a trovare una soluzione nella pratica del fare quotidiano con la stessa responsabilità, competenza e dedizione che, l’equipe medica, in questo momento, sta usando per salvare il piccolo Antonio. Ritroviamo, dunque, la fiducia in noi stessi e tentiamo di crearci una prospettiva di sicurezza. Sappiamo che, oggi, i luoghi dello scambio sociale sono degradati. Le nostre esperienze personali vissute, aprono purtroppo all’angoscia e a quel fatalismo asfissiante che si chiude di fronte all’amare per lasciare libero il campo a quanti vogliono realizzare il dominio attraverso la vendetta. Si può convivere così? Si può appartenere ad un mondo democratico da popolo sradicato? Certamente no. Incontriamoci allora a Melito, nei locali del Comune per reagire e trovare modi inediti che possano mettere insieme Stato repubblicano e società, così come ci insegna la Costituzione, senza delegare ad una sola parte l’impegno che oggi viene richiesto”.