Riceviamo e pubblichiamo
Mentre noi ci perdiamo in sterili discussioni, rischiando di perdere il “treno” dell'alta velocità, la Cina ha inaugurato, giorni or sono, il ponte più lungo del mondo di 36 km, con sei mesi di anticipo rispetto alle previsioni progettuali. Da noi sarebbe inimmaginabile.
Non abbiamo mai pensato che il colpo di spugna compiuto dall’allora Ministro dei Trasporti, ultimo in gradimento del governo Prodi, sul progetto del Ponte sullo Stretto potesse considerarsi “l’ultimo atto”.
Quando la demolizione è frutto di furore ideologico, come è avvenuto nel 2006, passate la concitazione e l’eccitazione ritornano la bontà e la fondatezza delle ragioni, così come sta avvenendo oggi.
Dobbiamo tuttavia registrare posizioni aprioristicamente contrarie ed arcaiche espresse da alcuni settori ambientalisti che non convincono specie laddove utilizzano l’inaccettabile alibi delle economie illegali che potrebbero essere foraggiate da quest’opera. Credo che gli italiani abbiano il diritto-dovere di pretendere che gli organi pubblici addetti alla sicurezza, alla tutela dell’ordine pubblico, alla repressione di ogni attività illecita svolgano adeguatamente ed efficacemente i loro compiti come, peraltro, fanno con grande sacrificio e dedizione.
Non convincono neppure le posizioni di chi, timoroso di mostrare l’intimo convincimento favorevole ed essere ripudiato e criminalizzato per ciò solo, si limita ad indicare la prioritaria o meno dell’opera. Come se la realizzazione di un’opera strategica come il ponte non innescasse un meccanismo virtuoso di implementazione e realizzazione di opere infrastrutturali e non attorno al collegamento stabile.
Ricordano gli stessi argomenti già utilizzati, in passato, dai diversi soloni che si opponevano, tanti anni fa, alla realizzazione dell’autostrada che da Salerno giunge a Reggio Calabria. All’epoca si definiva il collegamento autostradale uno spreco inutile. L’A3, si diceva, non era prioritaria poiché la Calabria era priva di collegamenti viari interni e che pertanto prima era opportuno collegare l’interno sperduto calabrese alla costa. Salvo poi scoprire che proprio l’avvio dell’arteria autostradale in questione favorì un fiorire esteso di sviluppo infrastrutturale di collegamento infraregionale, divenuto, appunto, non solo necessario quanto opportuno. Per non parlare di chi scomoda i delfini, i cetacei, le più svariate specie di volatili e di animali che subirebbero spaventosi e disastrosi sconvolgimenti, ignorando che la grandezza della natura sta proprio nella assoluta imprevedibilità ed adattabilità e nelle sue continue evoluzioni.
Tuttavia, ci appare estremamente riduttivo individuarne le ragioni sull’“impegno preso con gli elettori”, così come ha detto il neo ministro alle infrastrutture Matteoli oppure perché lo si deve offrire in dono al governatore della Sicilia ed al suo movimento.
Il Ponte sullo Stretto è importante per lo sviluppo delle reti di trasporto europeo, per la nascita della tanto sbandierata “Area Metropolitana dello Stretto” assolutamente irrealizzabile senza il collegamento stabile tra le due sponde, per il ruolo di porta del Mediterraneo della nostra regione che può e deve rimanere agganciata al contesto europeo. Su queste e su altre fondate ragioni I Socialisti hanno manifestato, da sempre, il loro sostegno alla realizzazione dell’opera e ciò nonostante, in passato, alcune forze politiche, nel 2006, ne avevano imposto la messa al bando.
Avv. Gianpaolo Catanzariti
I Socialisti – Reggio Calabria





