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    “Guerra” nel crotonese, la parola a due pentiti

    Resta in carcere Andrea Corrado, il
    ventenne accusato dell'omicidio di Giuseppe Cavallo, il 27enne
    ucciso nel primo pomeriggio del 25 marzo scorso nella frazione
    Papanice di Crotone come risposta all'agguato, nel quale e' stato assassinato il boss Luca
    Megna. Al giovane,
    che gia' il 9 aprile scorso era stato sottoposto a fermo dalla
    squadra mobile di Crotone, vengono contestate le accuse di
    omicidio volontario, tentato omicidio della moglie e del figlio
    di 3 anni che al momento dell'agguato si trovavano in auto con
    Giuseppe Cavallo, detenzione e porto in luogo pubblico
    dell'arma usata per il delitto. Accuse aggravate dalle
    modalita' mafiose. Alla testimonianza della sorella di
    Cavallo, che nei momenti successivi al delitto vide un giovane
    con un'arma in pugno riconoscendolo poi come Andrea Corrado, si
    sono aggiunte le dichiarazioni di due collaboratori di
    giustizia, Luigi Bonaventura e Vincenzo Marino. In particolare il collaboratore di
    giustizia Luigi Bonaventura ha rivelato che Andrea Corrado,
    detto Nuccio, era ritenuto da Luca Megna un soggetto molto
    affidabile. A Corrado il boss assassinato avrebbe delegato il
    compito di fornire supporto logistico al collaboratore nel
    periodo in cui si era reso latitante e si nascondeva proprio a
    Papanice. "Si occupava di farmi arrivar i viveri e restava a
    dormire la' dov'ero alloggiato" ha spiegato Bonaventura
    aggiungendo che "era un ragazzo molto attivo, che loro
    consideravano molto, che se si doveva portare qualcuno per
    ammazzare qualcuno confidavano molto su questo Nuccio".  Anche il collaboratore Vincenzo Marino ha definito
    Corrado "molto vicino a Luca Megna".