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    Fortugno, intercettazioni dovranno essere riscritte in dialetto

    Dovranno essere riscritte nel rispetto rigoroso del dialetto le trascrizioni delle telefonate tra gli imputati intercettate nel periodo successivo all'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. A deciderlo e' stata la Corte d'assise di Locri dove e' in corso il processo per il delitto avvenuto il 16 di ottobre del 2005. La Corte c'assise ha concesso 30 giorni di tempo al perito Giuseppe Morabito, della polizia di Stato di Reggio Calabria, motivando la richiesta, su sollecitazione delle parti, con la necessita' di evitare il rischio che l'italianizzazione dei dialoghi possa avere potuto modificare il senso di alcune parole. Morabito, nell'udienza di oggi, aveva riferito sui contenuti di alcune comunicazioni telefoniche intercorse tra gli imputati e riportate in italiano. Nel corso dell'udienza il pm, Mario Andrigo ha chiesto alla Corte la nomina di un altro perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche relative al tentato omicidio dell'allora assessore regionale Saverio Zavettieri. La richiesta fa riferimento alle telefonate rilevate nell'ambito dell'inchiesta Arcobaleno 1 che porto' all'arresto di Salvatore Ritorto, Carmelo Dessi' e Domenico Audino, e Arcobaleno 2 con l'arresto di Giuseppe e Alessandro Marciano', padre e figlio, ritenuti presunti mandanti dell'omicidio Fortugno. L'udienza e' stata poi aggiornata al 7 aprile.(ANSA).