Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris informai il capo della Procura, Lombardi, della iscrizione nel registro degli indagati del premier Romano Prodi nell'ambito del procedimento 'Toghe lucane'. Lo sostiene lo stesso pm nella voluminosa memoria difensiva inviata ieri alle Sezioni Unite della Cassazione per chiedere di annullare il trasferimento disciplinare (di sede e funzioni) inflittogli dal Csm, il 18 gennaio scorso, per scorrettezze nella gestione dei fascicoli giudiziari (anche 'Why not' e 'Poseidone'). Uno degli addebiti mossi a De Magistris era appunto quello di non aver informato il suo 'capo' – andato in pensione anticipata dopo la bufera che ha travolto la procura calabrese – delle indagini sul Presidente del Consiglio. In proposito il pm sottolinea che fu proprio Lombardi a mettere la sua ''firma in calce'' al registro degli indagati dove era iscritto Prodi. Inoltre De Magistris – nel suo atto di 'autodifesa', 95 pagine che si sommano alle 112 del ricorso del suo avvocato, professor Gilberto Lozzi – respinge l'accusa di aver passato informazioni alla stampa e di aver usato ''canali informativi personali privilegiati''. ''Una scrupolosa istruttoria avrebbe acclarato come io stesso e le mie indagini – dice il pm nell'atto difensivo depositato ieri – siamo rimasti, in realt…, vittime della fuga di notizie''. Ciò premesso, De Magistris rivendica, per•, il diritto dei magistrati a ''esporre pubblicamente situazioni gravi che minacciano la credibilit… delle istituzioni e intaccano l'indipendenza della magistratura''. Specie se, su fatti del genere, non vi e' stato nessun ''intervento ne' dell'Anm ne' delle istituzioni''. De Magistris ricorda anche l'insistenza con la quale l'Ispettorato del Ministero della Giustizia ''ha continuato a porre domande reiterate'' sulla ''delicata inchiesta'' nella quale era coinvolto anche l'ex Guardasigilli Clemente Mastella. Infine il pm sottolinea che ''la riflessione pubblica – da lui fatta anche in trasmissioni televisive – è stata una specie di difesa di legittimit… del lavoro e tutela dei provvedimenti in corso: non volevo che mi accadesse qualcosa di molto serio senza che nessuno si rendesse conto di quello che sta succedendo in Calabria''. (ANSA).




