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    Vibo: la ricostruzione degli investigatori

    Michele Penna, 30 anni, venne fatto sparire a Stefanaconi nell'ottobre scorso, forse eliminato per punizione perche' aveva una relazione con la moglie di un esponente di spicco della cosca di cui egli stesso faceva parte, quella dei Petrolo-Bartolotta. E' quanto e' emerso dall''indagine che la scorsa notte ha portato al fermo dei due presunti responsabili dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere di Penna, Andrea Foti ed Emilio Antonio Bartolotta. La relazione di Penna con la donna andava avanti da alcuni mesi ed avrebbe fatto scattare, ad un certo punto, la reazione del marito della donna. Secondo gli inquirenti poi il Penna sarebbe stato punito anche perche' era intenzionato a costituire un gruppo criminale autonomo. L’uomo, quella mattina del 19 ottobre del 2007,  secondo la ricostruzione dei carabinieri, aveva portato la macchina nell'autolavaggio di Andrea Foti e per andare a casa accetto' l'offerta di un passaggio fino a casa da parte di quest'ultimo e di Emilio Antonio Bartolotta. Durante il tragitto Penna venne ucciso ed il suo cadavere fatto sparire. Subito dopo il fatto Foti, lavagista di fiducia di Penna, al fine di nascondere le tracce del delitto, aveva denunciato il furto della sua autovettura che in seguito e' stata rinvenuta bruciata a Sant'Onofrio. Tale incendio, per come accertato dalle indagini, si e' verificato nello stesso arco temporale in cui Foti ha falsamente denunciato il furto del suo mezzo. L'attivita' investigativa e' stata condotta sotto la direzione del Procuratore presso la Procura di Catanzaro, Salvatore Murone, e del Sostituto Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Marisa Mancini (Ansa)