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    Sicurezza sul lavoro: la Corte d’Appello fa formazione

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                                   di Manuela Foti 

    Sensibilizzare e promuovere la conoscenza degli aspetti giuridici connessi alla sicurezza sui luoghi di lavoro sono le finalità della giornata di formazione interdisciplinare promossa dalla Corte d’Appello reggina che su scala locale ha accolto l’input del Consiglio Superiore della Magistratura.

     Un argomento trattato – nel corso dell’incontro rivolto agli addetti ai lavori in ottica di aggiornamento sulle recenti modifiche


    legislative – non in maniera asettica, basandosi sulla semplice lettura del quadro normativo, ma indagando sui numerosi fattori che in Italia sino ad oggi hanno impedito al sistema di prevenzione di funzionare.

    Un fatto culturale, innanzitutto.

     

    Al centro del dibattito, presso l’Auditorium Versace, il Decreto sulla sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Ma il nuovo corpo di norme, che sicuramente segnerà un sostanzioso passo avanti rispetto al sistema vigente, necessita di un parallelo e vigoroso cambiamento culturale (nel segno della prevenzione) che deve trasformarsi in “coscienza collettiva”.

    La tragedia di Molfetta, e ancor prima quella della Tyssen Crup di Torino, ha commosso il Paese intero. Un Paese distratto, però, o peggio ancora “ipocrita” che si indigna quando il fenomeno raggiunge dimensioni tanto drammatiche ma che ignora lo spaventoso numero di infortuni e morti bianche che annualmente si registrano.

    Un vero e proprio bollettino di guerra alimentato da scarsa conoscenza e mancata applicazione delle norme.

     

    Nella relazione della sessione mattutina il Prof. Carlo Smuraglia, ordinario di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato come lo schema sul testo unico approvato dal Consiglio dei Ministri abbia introdotto importanti novità, e non và liquidato  – come fatto da molta stampa e da Confindustria – come “eccessivamente sanzionatorio”.

    “La sanzione deve fungere da deterrente – ha ribadito il prof. Smuraglia – laddove a ciascun datore di lavoro lo Stato si impegna a fornire tutti gli strumenti perché possa essere garantita la sicurezza dei dipendenti”.

    Esplicito il riferimento a formazione, informazione, programmazione e vigilanza riconosciuti come strumenti essenziali.

    Il DL, inoltre, ha il merito – conclude il prof. Smuraglia – di estendere la tutela contro gli incidenti a tutti i lavoratori, compresi quelli flessibili, a domicilio, a distanza ed ai lavoratori autonomi.

     

    La giornata di formazione, attraverso i numerosi interventi che si sono susseguiti, ha inteso  sollecitare, presso magistrati e non, l’importanza un’efficace organizzazione degli uffici responsabili della vigilanza e delle attività investigative nella prospettiva di un lavoro in rete tra gli specialisti della materia.