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    Se la giustizia non ha cuore nè cervello

    manette

                                       di Giusva Branca 

    Qualcuno sostiente che l'amministrazione della giustizia non debba rispondere che a regole asettiche, quasi matematiche e, probabilmente, è giusto così.

    Però, a volte, l'applicazione pedissequa del dettato normativo può

     


    portare a conseguenze aberranti.

    Il fatto: una donna di 60 anni è stata condannata dal Tribunale di Vibo alla pena pecuniaria di 572 euro. Il Pm aveva chiesto 15 giorni di detenzione da commutarsi, però, nell'ammenda poi applicata dal Tribunale.

    Peccato, però, che il fatto-reato per il quale la donna, Caterina Cardamone, è stata condannata consiste nell'avere bloccato la celebrazione di due messe a scopo di protesta.

    Peccato che la protesta avesse come genesi il fatto che, con soli 250 euro mensili di pensione sociale la signora proprio a sopravvivere non ce la fa.

    Oggi, dopo la condanna, la signora chiede, piuttosto che pagare, di andare in carcere.

    Risparmierebbe 572 euro e, soprattutto, per 15 giorni non avrebbe spese.

    Italia, Europa, nell'anno del Signore 2008