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    Sanità, il Prefetto Riccio: “Partire da riorganizzazione 118”

    L'organizzazione del servizio 118 in Calabria è "sicuramente il primo punto su cui intervenire". Lo afferma, in un`intervista esclusiva che andrà in onda questa sera alle 19:40 sulla tv satellitare Sat2000, il prefetto Silvana Riccio, dell`Ufficio dell'Alto Commissariato per il contrasto alla Corruzione, subentrata al prefetto Serra a capo della speciale commissione d`indagine conoscitiva sulla situazione sanitaria in Calabria, nominata dal ministro per la salute Livia Turco. Di ritorno da una serie di visite nei nosocomi calabresi, il prefetto Riccio traccia uno scenario problematico: "La Commissione si occupa prevalentemente di realizzare una 'fotografia' della situazione in Calabria, del quadro sanitario sia pubblico che privato, ossia tanto degli ospedali che delle cliniche private che erogano ai cittadini prestazioni in regime di convenzione". "La Calabria da questo punto di vista – aggiunge il Prefetto – è una regione atipica, perchè tutta la sanità privata è convenzionata. Non esiste una clinica privata davvero 'privata'". Il rapporto tra pubblico e privato nella sanità in Calabria è di uno a uno: ci sono 40-42 strutture pubbliche – spiega il prefetto – e credo che quelle private abbiano esattamente lo stesso numero, se non di più. "Una parità numerica che però non è una parità funzionale, a tutto vantaggio del privato". "Una decina di giorni fa, – ricorda Riccio – c'è stato il caso di una ragazza di 23 anni che è morta in una clinica privata per un semplice coma diabetico che, mi dicono i medici, è una delle patologie più frequenti in gravidanza, quindi non una cosa rara o imprevedibile. E' morta in questa clinica – osserva il prefetto – che noi abbiamo visitato la settimana scorsa, clinica convenzionata ovviamente, sulla quale emerge subito un dato sconcertante, da noi rilevato: più del 50% delle nascite avviene per parto cesareo, quando la media nazionale è del 25%. E' un dato sintomatico: è evidente che non avendo le attrezzature di rianimazione o sale idonee a gestire una eventuale emergenza, si preferisce far nascere i bambini attraverso un parto cesareo che rischiare complicazioni col parto naturale". In Calabria i livelli minimi di assistenza sanitaria previsti dalle leggi statali sono garantiti? "Tranne alcune eccezioni, che pure ci sono e che noi abbiamo riscontrato di persona – risponde il prefetto Riccio nell'intervista a Sat200 – c'è una situazione in cui prevale l'aspetto negativo rispetto a quello positivo. Senza contare che – conclude il prefetto – nel contesto calabrese, e cito la relazione ufficiale della Commissione antimafia, la sanità è l'affare principale, la torta più ambita dalla criminalità". Il prefetto Riccio ha poi annunciato che presenterà al ministero della Sanità una relazione sulla Calabria entro la fine del mese. (Apcom)