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    San Luca, un paese in mano alle cosche (nel senso fisico del termine)

    Il controllo territoriale su San Luca delle famiglie Nirta-Strangio da una parte e Pelle-Vottari dall'altra veniva esercitato anche attraverso il possesso materiale di numerosi immobili. Di fatto il paese preaspromontano era in mano alle cosche. E' quanto si e' appreso in ambienti investigativi dopo l'operazione condotta stamani dai carabinieri, che a San Luca hanno sequestrato numerosi immobili e terreni riconducibili ai clan della 'ndrangheta. In Lombardia, secondo quanto si e' appreso, sono state sequestrate alcune aziende e attivita' commerciali, ma il grosso dei beni immobili era proprio a San Luca. Il sequestro di stamani giunge dopo oltre un anno di indagini, cominciate dai carabinieri in seguito alla strage di Natale del 2006 nella quale fu uccisa Maria Strangio, moglie di uno dei presunti boss, Giovanni Luca Nirta, ed altre tre persone, tra le quali un bambino, rimasero ferite. Indagini che nell'agosto scorso portarono al fermo di una trentina di persone – nei cui confronti poi furono emessi provvedimenti cautelari – sospettate di far parte dei due gruppi; e alla scoperta, nei giorni scorsi, di una serie di bunker in cui i latitanti del gruppo Pelle-Vottari si sono rifugiati anche recentemente.(ANSA)