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    Regione, la seconda commissione approva Dpef

     

    La seconda Commissione consiliare “Bilancio, programmazione economica e attività produttive”, presieduta da Piero Amato, ha approvato a maggioranza il Documento di programmazione economica e finanziaria della Regione per gli anni 2008-2010.

     

    Sul provvedimento amministrativo, d’iniziativa della Giunta regionale, illustrato all’organismo dall’Assessore al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, si sono astenuti i rappresentanti dell’opposizione di centrodestra e del Partito della Rifondazione comunista.“Il Dpefr – si legge nella relazione di accompagnamento presentata da Naccari –  continua a costituire per la Giunta regionale un momento e una sede importante di riflessione sulla situazione dell’economia calabrese e sulle azioni che s’intendono intraprendere o di proseguire per il superamento degli elementi di criticità che essa presenta”.Il Documento offre un aggiornamento sugli andamenti più recenti dell’economia calabrese, sino a tutto il 2006. In tale contesto, “sono stati prodotti e rielaborati, anche in relazione alla programmazione dei Fondi comunitari 2007-2013, una serie imponente di elementi conoscitivi e di policy che delineano le strategie e le priorità d’intervento, generali e settoriali, proposte dalla Giunta per lo sviluppo regionale”.L’Esecutivo ha fissato anche gli obiettivi da conseguire tra il 2010 e il 2013. In particolare, entro il 2010 “dovremo avere innalzato la capacità competitiva del nostro sistema produttivo,  in vista di quella che sarà l’area di libero scambio del Mediterraneo; entro il 2012, riuscire a migliorare il tasso di occupazione calabrese con un tendenziale di avvicinamento ai parametri stabiliti dal Vertice di Lisbona; entro il 2013, infine, essere pronti a sostenere gli effetti dell’esclusione della Calabria dalle aree comprese nell’Obiettivo 1 delle Politiche comunitarie d’intervento, attraverso l’avvicinamento a livelli di sviluppo medi dell’Unione europea”. In questo quadro, la Regione indica le forti potenzialità “rappresentate da una buona dotazione logistica e portuale, dalla disponibilità di un capitale umano altamente secolarizzato, anche per effetto della presenza dei tre poli universitari, e dalla presenza  di aree industriali attrezzate, localizzate in prossimità di infrastrutture aeroportuali e/o portuali di carattere strategico”.Nel Dpefr, viene positivamente sottolineata, inoltre, l’accresciuta quota degli investimenti fissi lordi impiegati nel 2006 nella regione (+2,4%). “La ripresa del processo di accumulazione – sottolinea la relazione dell’assessore al ramo – costituisce uno degli aspetti qualitativamente più rilevanti di questa fase di crescita per la Calabria, dove particolarmente forte è la necessità di un ampliamento dell’apparato produttivo per dare occupazione alla forza lavoro disponibile”.    All’interno di questo dato, “costituisce un segnale di cambiamento  la forte crescita degli investimenti diretti esteri, triplicati nel 2006, grazie al risultato della provincia di Cosenza, un importante segnale di ripresa congiunturale”, anche se l’indicatore economico per eccellenza utilizzato – il Pil per abitante – è risultato di 16.208 euro, pari al 55,0% del prodotto pro capite del Centro-Nord, pari a 29.549 euro. Il fronte demografico denota, invece, un trend negativo: “A fine 2006, secondo le risultanze anagrafiche riportate dal Dpefr, la popolazione residente in Calabria è di 1.998.052 abitanti, in calo di 6.363 unità rispetto allo stesso periodo del 2005”. Il calo demografico, come fotografato dai dati, “è imputabile sia all’andamento della componente endogena (nati e morti)  della sua dinamica, che per effetto dell’emigrazione.  Si conferma una intensità – si legge nel Dpefr – della perdita migratoria che è prossima solo a quella della Campania e superiore a tutte le altre regioni dell’area meridionale che nel 2006 ha determinato un saldo negativo di 7.761 unità”.In risposta ai problemi, della Calabria, “il Programma di governo della Regione è costruito su due grandi obiettivi: lavoro e sostenibilità”. Le priorità rilevanti individuate sono: legalità e sicurezza; sistema amministrativo; sistema produttivo e della qualità; infrastrutture e mobilità; ambiente e territorio; sistema della conoscenza; politiche del lavoro; sistema del welfare e della salute.Le considerazioni finali del Dpefr attengono i così detti “sviluppi della finanza regionale” alla luce del disegno di legge “con il quale il Governo viene delegato a riscrivere l’intero sistema di regole che disciplinano i rapporti finanziari tra lo Stato e le Autonomie regionali e locali, cioè l’avvio in Italia di un sistema di federalismo fiscale”. “Uno scenario caratterizzato da tante incognite – si legge nella relazione della Giunta regionale illustrata dall’assessore Naccari Carlizzi – per ciò che riguarda i passi concreti e l’effettiva direzione del federalismo fiscale, che ci spinge fin da ora a misurarci con uno dei pilastri su cui di sicuro verrà a fondarsi il nuovo sistema, vale a dire quello rappresentato dal tendenziale abbandono, a fini della determinazione dei fabbisogni, del criterio della ‘spesa storica’ e della simmetrica valorizzazione del criterio dei ‘costi standard’. In tale prospettiva l’efficienza diventa elemento di importanza decisiva ove si voglia garantire il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi, delle prestazioni e delle attività e corrispondere in maniera e misura adeguate ai bisogni e alle attese del nostro sistema economico e sociale”.La seconda Commissione, nel corso dei lavori, ha approvato la nuova legge sul turismo, i bilanci di previsione 2008  Aterp di Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza, i rendiconti finanziari delle stesse Aterp e di quella di Reggio Calabria per gli esercizi precedenti. Infine, l’organismo ha approvato i rendiconti finanziari della Regione per gli anni 2005 e 2006, propedeutici alla contrazione dei mutui per la realizzazione dei nuovi quattro ospedali calabresi.