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    “Reggio città di Pace”

    In origine, era stata un’idea del capogruppo Palo Arillotta. “Reggio città di Pace”. Il lato calabrese dello Stretto rispondeva all’appello insieme ad altri Comuni italiani, a quel conflitto in Iraq. Una valenza importante che forse cozzava ma allo stesso tempo ne aggiungeva valore, quando Reggio veniva associata ad un’idea che la faceva “città di ‘ndrangheta”. Quella bozza, oggi è divenuta una realtà che vede camminare ben tre progetti, di natura diversa ma tutti con lo stesso obiettivo. La promozione della cultura della pace, spiega l’Assessore Tilde Minasi, attraverso una sensibilizzazione verso quei valori di rispetto della dignità umana. Un’iniziativa pensata soprattutto per le nuove generazioni. Per i ragazzi, “nuovi operatori di una cultura di pace”, ma intesa ad ampio respiro. E Reggio in questo senso, spiega Arillotta, non ha nulla da invidiare ad altri comuni. Già dalla metà degli anni ’70, protagonista di iniziative di solidarietà. Tre, dicevamo, i progetti concreti, nati da quella bozza originaria. Protagonisti sono il Forum delle famiglie, il Telefono amico, l’associazione Baobab. Perché, non è possibile pensare in termini di Pace se si escludono le famiglie da questo percorso. E poi, la difficoltà proprio nello stabilire le relazioni interpersonali. La necessità e gli ostacoli per stabilire relazioni e confronti costruttivi. L’ascolto. Quindi, l’integrazione con l’altro e i ritmi dell’associazione Baobab. I suoi Festival e la realtà delle culture africane…