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    Prepensionamento per chi accudisce disabili: Daniela De Blasio sostiene progetto legge

    danieladeblasioRaccogliendo l’accorato appello di alcune famiglie di bimbi disabili e del loro Coordinamento nazionale, la consigliera di parità Daniela De Blasio ha avviato una propria raccolta di firme a sostegno dell’approvazione in Parlamento

    di una proposta di legge che conceda il prepensionamento di quanti accudiscono propri familiari affetti da disabilità gravi. La raccolta di firme è promossa dal “Coordinamento nazionale famiglie di disabili gravi e gravissimi” e sarà illustrata dalla consigliera provinciale di parità sabato 15 marzo 2008, in occasione del convegno promosso dal Comune di Caulonia sul

    tema “Nascere donna” dal titolo del libro di Lina Anzalone che farà da sfondo al dibattito. “Mio figlio G., che ha da poco compiuto 3 anni, è affetto da una grave forma di malattia degenerativa “Distrofia muscolare di Duchenne” e ad oggi non risulta esistere alcuna cura valida per tale patologia”: è questo il tenore di una lettera pervenuta nei giorni scorsi a Daniela De Blasio con la quale viene invitata a farsi promotrice in pubblico di una campagna di sensibilizzazione sullo scottante argomento. Il genitore chiede che l’opinione pubblica sia informata sulle difficoltà che vivono i genitori di bambini disabili, oltre 80mila casi in Italia, “quotidianamente abbandonati da tutti, più in particolare da tutte le Istituzioni”.La gravità, in presenza di particolari casi di handicap, non è un termine generico ma presuppone una speciale condizione, certificata in base ad una visita collegiale, che comporti l'impossibilità per il disabile di compiere "gli atti quotidiani della vita". Sono persone che, se non vengono aiutate, non sono in grado di lavarsi, vestirsi, nutrirsi o partecipare alla vita sociale. Nella maggior parte dei casi il disabile in condizioni di gravità dipende completamente dalla famiglia che si occupa di lui e quando egli raggiunge la maggiore età e perde quindi, la possibilità di partecipare alla vita scolastica, la sua stessa famiglia (spesso monogenitoriale) si trova di fronte a scelte terribili: lasciare il lavoro (senza aver raggiunto l'età della pensione) e vivere di assistenzialismo o affidare il proprio figlio ad un Istituto-lager di cui è tristemente ricca la cronaca di tutti i giorni. Nell’appello viene osservato che “troppo spesso abbiamo anche assistito alla disperazione di genitori che, senza un'opportunità degna di questo nome, preferiscono uccidere il proprio figlio ed uccidersi”.La petizione popolare – osserva la consigliera di parità – ripropone alcune proposte di legge il cui iter era stato già avviato in Parlamento, ma che si è però, interrotto in seguito alla fine anticipata della legislatura, ed i relativi testi sono adesso da considerarsi “decaduti”.  Le proposte decadute, alcune in materia di i tutela e sostegno della maternità e della paternità, altre di equiparazione ai lavori usuranti, erano volte a garantire una giusta assistenza ai disabili gravi e gravissimi, attraverso la riduzione dell’età pensionabile dei familiari che se ne prendono cura. In Calabria, inoltre, si potrebbe ipotizzare la concessione di alcune forme di esenzione dal pagamento di tributi locali, Tarsu, addizionali Irpef  e ICI soprattutto. “E’ un sacrosanto dovere della classe politica, oltre che della collettività – conclude Daniela De Blasio che sollecita l’adesione delle istituzioni locali alla campagna di sensibilizzazione -, dimostrare solidarietà e rispetto verso quei lavoratori che hanno a carico un familiare con gravi invalidità”.