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    Ponte sullo Stretto: è scontro tra Berlusconi e Di Pietro

    Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture, stamattina in una trasmissione di Antenna 3 Veneto ha dichiarato il suo NO al Ponte sullo Stretto di Messina "perchè non è una priorità per il Paese".  

    Il ponte ''finisce in un
    campo di grano'' e per arrivare a Palermo ''ci vogliono altre
    4 ore di treno'', ha dichiarato l'esponente dell'Italia dei Valori, quindi sarebbero necessarie nuove
    infrastrutture. ''Collega il nulla al nulla''. Meglio
    investire, secondo Di Pietro, in un ''moderno sistema
    ferroviario'' che colleghi il Nord al Sud Italia e il Nordest
    con i Paesi dell'Est. Di Pietro ha ricordato che per
    realizzare le grandi opere sono necessari 230 miliardi di
    euro ''che oggi non ci sono'', per cui ''sarebbero necessari
    150 anni, forse 200, per poter completare i lavori'' 

    Silvio Berlusconi invece, candidato premier del "Popolo delle Libertà" ha dichiarato di essere ''sempre piu' convinto della
    indispensabilita' di legare la Sicilia all'Italia in modo che le
    imprese siciliane diventino italiane al 100%''. 

    Berlusconi si e' detto ''orgoglioso di essere riuscito in
    cinque anni di lavoro e 32 riunioni a mettere d'accordo due
    citta', due province e due regioni, a far approvare un progetto
    definitivo del ponte e a bandire la gara: una cosa che in oltre
    30 anni non era riuscito a fare nessuno''. ''E' stata un'opera
    faticosa ma di successo, la gara e' stata vinta da un'impresa
    italiana, un percorso durato cinque anni che la sinistra
    arrivata al governo ha bocciato in cinque minuti''.

    ''Questa e' la differenza fra noi e loro – ha concluso – noi
    in cinque anni di lavoro raggiungiamo risultati concreti, loro
    in cinque minuti distruggono tutto''.

    Si prospetta un'altra campagna elettorale incentrata sul tema del Ponte tra Ganzirri e Cannitello.