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    Polveri ok, ma Reggio vittima dei decibel

    treno_verdeRiparte il Treno Verde di Legambiente che dopo la sosta reggina nel pomeriggio di oggi prenderà la direzione di Potenza. L’occasione, questa mattina, anche per presentare i dati del monitoraggio ambientale realizzato in collaborazione con le Ferrovie dello Stato grazie all’ausilio di un laboratorio mobile posizionatoin occasione della tre giorni, su via del Torrione alle spalle del Teatro “Francesco Cilea”.

    E Reggio si riscopre vittima dell’inquinamento acustico. “Decibel sempre fuori legge e manca un piano di intervento efficace”. Meglio è andata invece per quanto riguarda le polveri. IL PM 10 non supera i limiti consentiti dalla legge. Fondamentale però, dice l’associazione:  “potenziare il sistema di monitoraggio regionale per l’inquinamento atmosferico”. Ma andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio la conferenza stampa di questa mattina, indetta proprio per presentare i risultati. Presenti all'appuntamento tra gli altri: Giorgio Zampetti, portavoce nazionale Treno Verde; Antonino Morabito, presidente Legambiente Calabria; Mariacaterina Gattuso, presidente Legambiente Reggio Calabria; Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile dell’Istituto sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana); Francesco Costantino, direttore trasporti Trenitalia Calabria.
    Dunque: “Decibel sempre oltre i limiti di legge. I valori degli altri inquinanti, complici le condizioni atmosferiche, invece non superano la soglia consentita dalla legge. Anche i valori del benzene restano nella norma". Questo è il quadro che emerge a Reggio Calabria dalle analisi del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che ha lo scopo di monitorare lo stato di inquinamento acustico ed atmosferico nelle città italiane e  sensibilizzare sui  temi ambientali come il buon uso dell'energia grazie a una mostra interattiva, incontri e dibattiti.
     72 le ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), posizionato in Via del Torrione in corrispondenza del civico 97, dalle ore 22 di domenica 2 marzo alle ore 22 di mercoledì 5 marzo.
    I punti in dettaglio:
    Decibel sempre fuori. Elevata la rumorosità notturna che fa registrare 9dB di sforamento nel primo giorno di monitoraggio, 6dB nel secondo e 5 dB nel terzo giorno. Più contenuto, ma sempre oltre i limiti il rumore diurno, in rapporto ai rispettivi parametri: in tutti e tre i giorni di monitoraggio viene superata la soglia consentita dei 65 dB, con un picco di 82 dB il 5 marzo nella fascia oraria  13 – 14.  L’elemento principale che contribuisce ad incrementare i livelli di rumore è il traffico veicolare sostenuto, ma scorrevole. Secondo i dati l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) la rumorosità notturna è superiore alla soglia di sicurezza per la salute umana nel 98% delle aree urbane. Pur non essendo stato mai approvato un piano di zonizzazione acustico nella città reggina,  la zona delle misurazioni, Via Torrione, si può far ricadere in fascia IV – “zona ad intensa attività umana” i cui limiti acustici sono 65 dB diurni e 55 dB notturni.
    Inquinanti atmosferici, le polveri.
    Il PM10 non supera la soglia consentita dalla legge. I valori delle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell’uomo, in tutti e tre i giorni di monitoraggio sono sempre stati al di sotto del limite giornaliero di 50 mg/m3: nel primo giorno si registra un valore di 32 mg/m3, in leggero calo nel secondo giorno con 27 mg/m3 , di nuovo in crescita nel terzo giorno di rilevazione con 39 mg/m3. Si nota però una forte corrispondenza tra l’andamento dei valori registrati e la variazione dell’intensità del vento. Il primo giorno e il secondo giorno di monitoraggio sono stati accompagnati da un forte vento, che è sceso di intensità nel terzo giorno di rilevazione comportando un aumento del livello di polveri. E’ noto, infatti, che condizioni meteo caratterizzate da forte vento o pioggia incidono notevolmente sulla dispersione degli inquinanti.
    Il benzene: sotto controllo anche gli altri inquinanti monitorati: biossido di zolfo, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono e benzene. E anche il benzene è stato spazzato via dal vento. Uno dei due campionamenti personali, indossato da un volontario di Legambiente, ha fatto registrare un valore pienamente entro i limiti consentiti 2,7 mg/m3 , che cresce nel campionamento ambientale con 5,4 mg/m3 e nel secondo campionamento personale con 5,1 mg/m3. Dati perfettamente nella norma se  si considera che il limite giornaliero previsto per il 2008 è pari a 7 mg/m3 , ma che devono scendere ulteriormente in vista del raggiungimento graduale entro il 2010 del limite di 5 mg/m3 . Il monitoraggio del benzene è stato effettuato utilizzando un campionatore passivo, “il radiello”, brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova e analizzato dal laboratorio dell’Istituto Sperimentale di RFI. Secondo le analisi del Laboratorio Mobile di RFI, per 72 ore consecutive risulta, invece, una media giornaliera massima pari a  2,9 mg/m3  .
     “Nonostante i dati sull’inquinamento atmosferico di Reggio Calabria non siano allarmanti – ha commentato Antonino Morabito, presidente Legambiente Calabria –   si rende necessario un intervento immediato delle amministrazioni sia locali che regionali per l’inserimento di un adeguato sistema di monitoraggio, che attualmente risulta insufficiente o addirittura inesistente, soprattutto per l’analisi delle polveri sottili. E’ vero che Reggio Calabria per la sua posizione geografica può godere per quasi tutto l’anno dei favori del vento, ma tenere seriamente sotto controllo gli agenti inquinanti, soprattutto nelle aree di criticità, è un dovere dell’amministrazione nei confronti dell’ambiente e del cittadino. L’attuale sistema deve essere potenziato, come inizialmente previsto, per evitare che rilevazioni sull’inquinamento atmosferico risultino superficiali.  Estremamente positiva, invece, dal punto di vista educativo l’esperienza del Treno Verde a Reggio Calabria, che ha visto la partecipazione di quasi mille bambini e altrettanti visitatori”
    Vittorio Valentini, responsabile del Laboratorio Mobile di RFI commenta così i risultati delle indagini sull’inquinamento acustico a Reggio Calabria: “nell’arco delle tre giornate di misurazione, oltre alla evidente corrispondenza tra diminuzione della velocità del vento e innalzamento delle concentrazioni di tutti gli inquinanti, è  da notare un’altra correlazione con il flusso veicolare, infatti tutti gli inquinanti presentano i valori più alti in corrispondenza delle due fasce orarie di maggior traffico 7 – 10 e17 – 20”.
    “L’inquinamento acustico è uno dei problemi che condiziona in negativo la qualità della vita dei cittadini – conclude Giorgio Zampetti, portavoce del Treno Verde – La necessità di tutelare il  benessere cittadino dallo stress dei rumori urbani è regolata dalla legge, che impone tutti i comuni di suddividere il territorio in zone, indicando  per ciascuna di esse i limiti sonori tollerabili. Da questo punto di vista Reggio Calabria vive una situazione di totale inefficienza. Il piano di zonizzazione acustica, mai approvato dall’amministrazione, deve essere parte integrante della pianificazione territoriale, per una disciplina dello sviluppo urbanistico che abbia come obiettivo principale, la salvaguardia dell’ambiente e dei cittadini. Senza un piano di zonizzazione, che non basta elaborare, ma bisogna attuare, non è possibile disporre interventi efficaci per ridurre il rumore in città e neanche tutelare tutte quelle fasce sensibili, come scuole e ospedali.”