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    Patto territoriale dello Stretto: bilancio positivo

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                              di Ketty Tramontana

    Chi dice che nella nostra terra non possano esistere realtà imprenditoriali “fiorenti”, deve ricredersi. Almeno è quello che trapela dal rendiconto del progetto di finanziamento alle imprese compilato dal Patto Territoriale dello Stretto. Bilancio in attivo e appagamento da parte dei responsabili del piano di lavoro. In


    perfetta linea con la base del credo dell’organizzazione, ( la promozione e il coordinamento di attività produttive e turistiche, da realizzarsi mediante la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale, dell’artigianato tradizionale e della imprenditoria, attraverso l’appoggio di un processo di sviluppo locale fondato sulla partecipazione di tutti i soggetti attivi sul territorio), nell’anno appena trascorso, la Società per Azioni reggina può vantare un consuntivo lusinghiero. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, la scelta sul finanziamento ricade, soltanto, sui progetti imprenditoriali senza riservare risorse finanziarie alla riqualificazione delle infrastrutture. E quindi, vengono privilegiate forme imprenditoriali di piccola dimensione e garantite maggiori condizioni di accesso ai finanziamenti a nuove imprese, soprattutto, se promosse da giovani e da donne. Fin qui le nozioni generali. Andando a fondo, il presidente della società, Giancarlo Mamone, passa in rassegna i passaggi rilevanti che hanno permesso, ad oggi, di ottenere gli obiettivi predisposti: cinquanta iniziative imprenditoriali, che, con due decreti di finanziamento, hanno ottenuto l’accesso alle agevolazioni finanziarie del Patto Territoriale dello Stretto, per un’occupazione aggiuntiva pari al numero di 514 unità lavorative. Secondo i grafici e le tabelle analizzate dal presidente della SpA in riva allo Stretto, gli investimenti realizzati al 31 dicembre del 2007 con il primo Decreto coprono una percentuale di 89,71, mentre con il secondo Decreto il numero è di 61,15%. “Buona parte delle imprese – dice Mamone – ha finito i finanziamenti ed ha completato, già, il collaudo da parte delle banche”. Per quanto riguarda le erogazioni (sempre riferite al 31 dicembre del 2007), invece, avvenute sul primo decreto sono pari ad €14.239.394,07 e rappresentano il 75,76%. Per quanto attiene il secondo decreto, le erogazioni sono pari ad € 5.082.982,00 e rappresentano il 46,46%. Risultati, questi, che fanno ben sperare il Patto dello Stretto, a fronte, anche, della realizzazione concreta di “tante iniziative imprenditoriali su un territorio, come quello calabrese, per niente facile”. Per questo, la società, costituita da quarantacinque soci (sia pubblici che privati), ha puntato su “un’intensa attività di concertazione che ha visto coinvolti circa settanta attori locali ed inoltre sono stati firmati il Protocollo sulla Legalità, sulla Flessibilità e Formazione, sulla Semplificazione delle procedure amministrative, sul Credito e Finanza Aziendale”. In termini settoriali, poi, il Patto ha puntato, essenzialmente sul turismo quale “ambito trainante dell’economia locale”, ma anche, su agricoltura, agroindustria, artigianato e servizi alle imprese.