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    Nicolò ed il “tgsanità“

    Riceviamo dal capogruppo di An in Consiglio Comunale, Nicolò, e pubblichiamo 

    Arriva il TG della Sanità Un’ informazione “salutare” da offrire al cittadino reggino.

    Un qualcosa che faccia sentire meglio i pazienti sapendo che c’è chi vigila e “manda in onda” i problemi che possano riguardare la loro salute.

    Perché no! Le nostre televisioni ed i giornali locali potrebbero occuparsi, in maniera utile, della sanità (cosa che già fanno ma che forse meritano uno “speciale”)

    Siamo costretti a subire (il più delle volte) le notizie allarmanti sulla cattiva sanità (fanno audience) alternate da quelle,sporadiche, di buona sanità

    Ci sarebbe, lo dico da medico, la necessità di invocare un controllo dell’authority  per far si che, ad una cattiva notizia della sanità, per par condicio, ne segua una buona (che fa poca notizia)..

    Ma noi pensiamo a qualcosa di più concreto che possa servire da “cura”  per la malasanità e portare, in pratica, un contributo  efficace alla soluzione del problema-sanità..

    Vi spiego la mia idea ( spero si concretizzi): all’interno del telegiornale e nei giornali locali, bisognerebbe dedicare uno spazio (che sia quotidiano o settimanale, fate voi) di approfondimento sul “versante sanità”.

    Cosa metterci dentro? Non avete che l’imbarazzo della scelta.

    Propongo alcune idee (a titolo esplicativo) che necessitano, lo dico prima, “la volontà” a risolvere il problema, una “discreta dose di coraggio e di libertà” ed una “buona professionalità” che a Reggio certo non mancano.

    Le notizie possono “spaziare” da quelle più elementari (interviste con il paziente,Importantissime!) a quelle più complesse (“indagini giornalistiche” vere e proprie).

    Si capisce subito, ascoltando la voce del diretto interessato (il paziente) quale debba essere il problema “da selezionare” e dunque “svelarlo” ed indicarne la “terapia mirata”.

    Non possiamo sempre “invocare” ed aspettare il Gabibbo di turno, come se fosse il nostro  santo protettore per scoprire i retroscena di un fatto.

    Una volta evidenziato il problema, questo va “approfondito” e vanno ricercate eventuali responsabilità (burocrazia amministrativa, medici, paramedici, direttori e via discorrendo), “monitorizzato” sino alla sua risoluzione.

    A nessuno fa piacere di sentirsi “tirare in ballo” , in senso negativo, pubblicamente..

    Sarebbe “salutare” far vedere le immagini di qualsiasi luogo di cura (non le solite immagini  che, il più delle volte, scorrono sul video), per capire lo “stato di salute” dei posti di lavoro, le carenze igienico-sanitarie e “strutturali”.

    Bastano poche riprese di una quotidiana “giornata lavorativa” e le “sorprese” non mancheranno..

    Cose di cui tutti siamo perfettamente a conoscenza.

    Perché allora trasmetterle sui telegiornali ?

    Semplice. Alla fine qualcuno sarà “costretto” a prendere provvedimenti seri.

    Non possiamo delegare sempre gli altri alla soluzione di un problema. Ognuno deve collaborare con i mezzi che ha. Ed i mezzi e l’incisività dell’informazione, come ben sappiamo, sono notevoli.

    Naturalmente vanno “scoperte” e ,messe in primo piano, le cose che funzionano bene (e sono tante e non sempre le stesse che ci vengono “propinati” a cadenza di ciclo mestruale), gli “operatori” più qualificati e quelli che vanno messi in condizioni di operare al meglio “suggerendo” di fornire gli strumenti adeguati a chi ha la responsabilità di farlo.

    Facciamo uno “zoom sulla sanità” e scendiamo nei particolari mettendo in rilievo i difetti ed i pregi della nostra sanità.

    Faremo un bene al paziente, ai medici che hanno voglia di lavorare, ai Direttori (che necessitano di “supporto” agli “ostacoli” e “pressioni” da parte di chi li ha nominati) ed a noi tutti cittadini che (non datevi una grattatine alle parti basse!) prima o poi saremo costretti ad usufruire delle nostre strutture sanitarie.

    Mi scuso per il suggerimento (semplicemente questo vuole essere), ma è forte il desiderio da parte mia di tentare di risolvere qualche problema e non semplicemente fare il mio dovere (che mi auguro di saper fare) ma che sento non basta..