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    Museo, Nicolò. “Sinistra con poche idee e confuse”

    Dal capogruppo di An in Consiglio comunale, Antonio Nicolò, riceviamo e pubblichiamo 

    Se Scopelliti non ha idee, la sinistra ne ha poche ed anche confuse.

    La dimostrazione logica: “l’opposizione dell’opposizione” che si è creata in consiglio (anche sulla vicenda Museo) e la solita “tiritera di matrice bolscevica” che ci propinano in assenza di cose concrete e reali. Siate seri, stiamo parlando della nostra città.

    E’ strano non si sia capito (o si voglia travisare) ancora una realtà: il significato della protesta è quello di voler sottolineare che Reggio, oggi, non accetta di subire passivamente decisioni che possano danneggiarla, che non vuole rimanere fuori da “circuiti virtuosi” che ne potrebbero favorire la crescita, che insomma “vuole contare” e non solo con gli slogan.

    E’ strano il mondo. Basta spostarsi dal Centro al Sud che le cose cambiano.

    Mentre a Roma Rutelli esprime (in inglese) la sua opinione sulla veridicità del Lupercale, il luogo nel quale la lupa allattò Romolo e Remo, e pensa di costruire il Museo della storia antica di Roma, da noi continuano imperterriti il “saccheggio museale”.

    Vero Roma ha dei beni archeologici notevoli ma anche Reggio non scherza, signori !

    Perché valorizzare l’una e penalizzare l’altra?

    Perché questa differenza: li si costruisce, qui si distrugge e ci distruggono.

    Non solo i “barbari autoctoni” ma anche i Lanzichenecchi e Visigoti che scendono a depredarci.

    Francesco, all’ombra degli ulivi e delle margherite ( ci manca poco che parli con gli uccelli), da Ministro per i Beni e le Attivita’ Culturali non si è preoccupato, più di tanto,del danno che ha provocato alla nostra città che sta cercando, con tutte le sue forze,  di “risalire la china”.

    La tristezza non è perché si sono trafugati i tesori del Museo (patrimonio culturale universale) e non tanto perché non si è verificato, il “doveroso scambio” con altre opere di egual valore.

    La tristezza è legata al disinteresse di alcuni politici che non perdono occasione per declamare l’amore per la propria città per poi alla prima “occasione utile” (per dimostrarlo)  “defilarsi silenziosamente” sperando che la loro assenza passi inosservata.

    La tristezza è il “variopinto mondo culturale reggino”  che rinchiusi nei loro “buggigattoli” ostentano “sapienza” e dispensano “cultura” alla stessa maniera di come si distribuivano, un tempo, i dolcetti “fatti in casa” ai bimbi buoni pensando possano bastare a colmarci di affetto.

    La loro assenza si è notata ed è pesata (per quel poco o quel tanto, fate voi, poteva pesare).

    La tristezza è l’apatia e la rassegnazione che si legge nei volti della gente (forse, anzi giustificata)

    che non crede più che qualcosa può cambiare. Lo sbigottimento di fronte a tali decisiomi.

    La tristezza è dei soliti “opportunisti” che dichiarano “armiamoci e partite”, avendo improntato la loro vita sulla “furbizia spicciola” che sino ad oggi li ha ripagati.

    La tristezza è per quelli che non perdono occasione per esporsi alle telecamere e che si “offrono” ai giornali, perché solo cosi si sentono vivi e partecipi in questa società .

    La tristezza è di chi ancora si illude (anche se, come diceva Huzinga,l’illusione è una realtà e la sua mancanza contribuisce a peggiorare la vita) e rimarrà deluso alla fine.

    La tristezza è un luogo , il Museo, che da ragazzi aveva un fascino misterioso e  sconosciuto ma che forse nessuno, ci ha insegnato a scoprire ed amare.

    La tristezza è quando scopri che qualcosa manca alla nostra gente: la volontà di riscattarsi e di camminare con le proprie gambe.

    Strana storia, questa del Museo, e non la solita storia come si ripete tra la gente.

    Strana storia perché, oggi, c’è maggiore comunicazione e più consapevolezza di un tempo e , pertanto, non si riesce a capire perché ci si ostini a non ribellarsi al destino e sciogliere il dubbio amletico se  “ sia più nobile soffrire nell’animo i dardi dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di guai e contrastandoli, por fine ad essi”.

    Insisto con le mie proposte: bisogna attivarsi per chiede nel periodo estivo la presenza di opere importanti provenienti da altri musei (per essere compensati del danno subito dalla città) e chiedere al Museo di Mantova che, durante la mostra, almeno abbiano il “buon senso” di distribuire opuscoli di informazione sul Museo della nostra città e sulle altre opere importanti presenti.

     

    Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale