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    Museo, l’intervento di Alberto Sarra

    Il Consigliere regionale di An, Alberto Sarra, interviene sulla vicenda ralativa al Museo di Reggio. Di seguito la nota integrale 

    “Museo Magna Graecia di Reggio, snodo fondamentale del circuito culturale e turistico della nostra città. Sarà certamente motivo di imbarazzo per i candidati del PD e delle Sinistre alle prossime consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento, al punto da condizionarne gli interventi in campagna elettorale, onde evitare perigliose contraddizioni di fondo. Assisteremo probabilmente all’ennesima grave discordanza tra gli enunciati di stampo elettorale e gli obiettivi effettivamente perseguiti da una classe politica che continua a rinnegare ‘la propria figlia prediletta’. Tra i settori ‘impegnati’ della società civile reggina, crescente è la curiosità e non certo spasmodica l’attesa. Ci si chiede su quali punti programmatici verterà l’impegno politico per Reggio. E certo, il ‘sacco del Museo’, non costituisce un brillante biglietto da visita. Tutt’altro. Curiosità, sconcerto e rabbia, una rabbia, viva, costante, fredda nella sua componente razionale pervade da tempo, l’intera società reggina. Un’intera società che ha riconfermato, nella fattispecie e ‘sul campo’ l’alto grado di rappresentatività dell’Amministrazione comunale condividendone in toto l’azione politica del sindaco Giuseppe Scopelliti e del Consiglio comunale, volta alla tutela e salvaguardia dell’integrità e del ruolo di una struttura emblematica di Reggio e della sua provincia. I nuovi candidati Veltroniani, nell’esporre la loro decantata politica di rinnovamento, dovranno ricorrere ad ogni rivolo possibile per alimentare la propria abilità dialettica per fornire parvenze di ragionamenti accettabili, sia pure nella forma, per spiegare la lenta, angosciante azione corrosiva che, da tempo, tende ormai a stringere il nostro territorio in una morsa, con lo scopo di sminuirne le risorse territoriali ed umane, intaccando l’efficienza di indispensabili strutture e servizi in ogni settore della vita amministrativa sociale ed economica. Ma lo scenario politico è mutato, ed a breve, muterà anche quello istituzionale e la comunità reggina è pienamente consapevole dell’imminente inversione di tendenza. Sarà irrimediabilmente spezzato quel perverso filo logico che ha legato a sé, ogni atto e tentativo di spoliazione. Filo logico che immancabilmente è giunto, in questi due anni, a fornire prova dei suoi elementi strategici mediante atti estremamente lesivi, adottati contro ogni logica di operatività territoriale. Atti che, hanno innestato nella mentalità dei reggini, automatismi di difesa ad oltranza, nell’assoluta convinzione che nessuna distrazione sia pure involontaria era consentita. Atti adottati in concomitanza di perdurante assenza di risposte concrete ad un territorio potenzialmente in grado di costituire il nucleo fondamentale per lo sviluppo dell’intera Regione. E su questo versante, tra le poche certezze, vi è certamente l’impegno attivo, costante, senza soluzione di continuità, nel contrastare con ogni mezzo ‘la tendenza’ a voler relegare Reggio e la sua provincia nell’alveo di area periferica dell’intera Regione e non solo. ‘Le risposta istituzionali’ dell’amministrazione comunale reggina avverso un’intollerabile condizione politica e sociale che vuol essere imposta dall’alto, ben interpreta l’animus dei reggini, evidenziando tra l’altro la massima convergenza tra il governo locale e la società civile nella ‘lotta’ alla tutela del proprio patrimonio sociale e culturale e delle legittime aspettative derivanti dall’essere soggetti primari di ogni forma di sviluppo sostenibile”.