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    Museo, interviene il prof. Amato

    Anche il Prof. Pasquale Amato interviene sulla vicenda che in questi giorni ha visto ignari protagonisti il Museo della Magna Grecia e quattro pregevoli opere d’arte antica in esso ospitate. In un comunicato diffuso agli organi di stampa, il noto storico e docente universitario, definendo «vergognoso» il caso dello «svuotamento dei tesori del secondo museo archeologico d’Europa», unico al mondo ad avere quattro capolavori della scultura greca in bronzo, opera un’amara riflessione: «Se fossimo di Cosenza o di Catanzaro…» cosa avremmo fatto? Avremmo difeso il nostro Museo «tutti, proprio tutti, senza se e senza ma, senza sottili e sofisticati distinguo, come hanno fatto tutti i politici e amministratori cosentini (in prima fila Sindaco di Cosenza e Presidente della Provincia, entrambi di centro-sinistra) anche contro il Governo di centro-sinistra della Regione quando si è diffusa la voce di un trasferimento dell’Elisoccorso dal territorio della loro Provincia. O quando si è tentato di spostare la Sede Regionale RAI da Cosenza. Pretenderemmo tutti, di destra o di sinistra, di essere rispettati come reggini in quanto tali, di fare arrivare da New York capolavori in cambio di ciò che è stato inviato del nostro Museo. Chiederemmo tutti di fare esporre nel nostro straordinario Museo, come scambio con la città d’arte di Mantova, capolavori del tempo dei Gonzaga. Mantova, una delle città che detengono il record del turismo culturale, sta già troppo bene. Non ha bisogno anche dei capolavori del Museo di Reggio senza cedere in cambio nulla». La lunga nota stampa continua, poi, con altri interrogativi ed altre risposte. La situazione non sarebbe diversa, constata tristemente il Prof. Amato, se fossimo «di Catanzaro, come ad esempio il Presidente Loiero». Anche in questo caso «difenderemmo tutti con passione e con determinazione il Museo come hanno fatto tutti i politici e tutti gli Amministratori catanzaresi, di qualunque orientamento politico che sono stati tutti con Loiero a difendere la Scuola della Magistratura. Pretenderemmo da Loiero che svolga il suo dovere di Presidente della Regione Calabria non soltanto quando deve difendere una sede di Catanzaro, ma anche quando si tratta del Museo di Reggio Calabria svuotato dal Ministero. E staremmo decisamente al fianco del Sindaco Scopelliti, pur mantenendo le diversità di orientamenti politici, per pretendere il rispetto della città da parte di chiunque, anche di un Ministro o di un intero Governo. Ancor più se fosse un Ministro o un Governo della nostra stessa parte.» «Invece no. Noi reggini siamo speciali. – continua il famoso storiografo – Se al Governo o alla Regione è al potere il centro-destra quelli di centro-destra  cercano di difendere e di coprire i propri referenti nazionali o regionali e quelli di sinistra protestano. Se al governo e/o alla Regione è al potere il centro-sinistra le parti si invertono». Lo scritto, o meglio l’impietosa analisi, con cui il Prof. Amato evidenzia le anomale specificità della politica reggina si conclude con un monito che, il rinomato intellettuale, rivolge indistintamente a tutti reggini: «Quando decideremo di stare tutti insieme ogni volta che l’interesse generale della nostra comunità viene non rispettato, trascurato o umiliato, allora soltanto saremo rispettati e non saremo ancora dimenticati, trascurati, umiliati. Qualche volta siamo stati uniti: per es. sul marchio Dop Bergamotto di Reggio Calabria; e sul no ai Bronzi Viaggiatori. E abbiamo vinto. Altre volte, purtroppo molte più volte, non lo siamo stati. E abbiamo perso.» Fabio Macheda