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    Museo, Giovannini: “Prestito si, ma temporaneo e con reciprocità“

    giovanniniSulla vicenda-Museo interviene anche il rettore dell'Università "Mediterranea", Massimo Giovannini e lo fa con una lunga nota, di seguito pubblicata in maniera integrale

    La crescita sociale e culturale della città  e della sua provincia – come ho già ricordato nella recente relazione all’Inaugurazione dell’anno accademico – sta particolarmente a cuore a me ed alla


    nostra Università. Per questo non mi sottraggo al dibattito in corso sul temporaneo trasferimento di alcuni beni dal Museo Nazionale di Reggio Calabria, come bene ha fatto la professoressa Francesca Fatta, esprimendo un suo personale giudizio sulla vicenda. Senza entrare in questioni politiche, guardo alla vicenda con spirito positivo e costruttivo. I beni culturali sono patrimonio dell’umanità. Ognuno di noi ha visitato mostre e raccolte museali con reperti provenienti da tutto il mondo. In questi giorni a Roma la Fondazione Memmo ospita oltre cinquanta dipinti di Monet, Gauguin e van Gogh, messi a disposizione dalla Collezione Pérez Simòn di Città del Messico; il Quirinale ospita una mostra sui capolavori dell’800 provenienti da musei di tutta Italia. Il Vittoriano ospita continuamente esposizioni di capolavori di arte francesi, al Palazzo delle Esposizioni si possono vedere capolavori provenienti dalla Cina.

    I collezionisti prestano e le gallerie prestano. Non ci sarebbe cultura senza scambio. Pochi esempi per dire che la tradizione culturale vive di scambi tra musei nazionali e internazionali, gallerie pubbliche e private. Opere d’arte conservate in un museo possono essere viste da un maggior numero di persone in un'altra parte del mondo.

    La cultura non può essere egoistica chiusura, ma va condivisa, sempre che il trasporto dei beni – come, ad esempio, nel caso dei Bronzi – non possa essere anche solo potenzialmente dannoso.

    Il temporaneo (e ribadisco, temporaneo!) trasferimento di un bene da un museo all’altro deve però consentire un arricchimento anche per la nostra città.

    Condivido perciò l’opinione diffusa (Amici del Museo, on. Fedele ecc.) che il trasferimento di reperti dal Museo di Reggio debba essere visto nell’ottica di aumentare le potenzialità del nostro Museo, chiedendo che esso venga inserito in circuiti culturali più vasti  o che mostre analoghe vengano allestite presso il nostro Museo con opere provenienti da tutto il mondo.

    Invece di impedire il trasporto delle opere a Mantova, bisognerebbe chiedere che lo stesso tipo di esposizione, con reperti provenienti da musei di tutto il mondo, venga replicato anche a Reggio Calabria. Sarebbe un modo per garantire insieme la bellezza e l’universalità dell’arte e le giuste esigenze di un territorio che sulla cultura vuole costruire il proprio sviluppo.