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    Museo di Reggio: interviene anche “Apodiafazzi”

    Anche il circolo “Apodiafazzi” interviene in merito all’esposizione a Mantova di importanti reperti archeologici  provenienti dal Museo di Reggio. In seguito alle polemiche di questi giorni su una presunta spoliazione del Museo Nazionale della Magna Grecia gli organismi direttivi del noto circolo dell’area grecanica si sono riuniti per valutare la situazione. Al termine dell’incontro, svoltosi alla presenza del Prof. Franco Mosino e del Presidente Carmelo G. Nucera, è stato diramato un comunicato nel quale si valuta favorevolmente l’ipotesi di esporre il Kouros e le altre note opere nella città di Mantova. « Desta sorpresa – si legge sulla nota – che questa Città di Reggio cerchi di opporsi anche in maniera forte ad una legittima decisione del Ministro dei Beni Culturali, il quale ha voluto destinare alcuni  pezzi delle nostre collezioni ad una importante mostra archeologica nella Città di Mantova. In tutto il mondo, ma non a Reggio, è accettato, promosso e sponsorizzato il trasferimento di opere d’arte antica e moderna per fini culturali». Pensiero, questo espresso dal direttivo di Apodiafazzi, che cozza totalmente con la visione di numerosi personalità della politica reggina che, appoggiati da studiosi, intellettuali, personaggi del jet set e gente comune, hanno condotto una vera e propria battaglia ottenendo, secondo le ultime notizie, la temporanea sospensione delle operazioni di trasferimento ed evitando quello che, a loro modo di dire, era solo un tentativo di scippo nei confronti di Reggio. La nota degli esponenti di Apodiafazzi, comunque non è da vedere come censoria della “mini rivoluzione” reggina, ma principalmente come propositiva per il futuro del Museo di Reggio. I membri del sodalizio dell’area grecanica infatti, «in attesa di giusti accordi di reciprocità negli scambi di opere d’arte» suggeriscono di mostrare « ai cittadini di Reggio e ai turisti, gli eccellenti reperti da decenni segregati nel deposito del Museo» che secondo una stima molto approssimativa contiene otto milioni di pezzi, a fronte di un solo milione di reperti esposti.

     

    Fabio Macheda