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    Mediterranea: lunedì inaugurazione Anno Accademico

    giovannini“Un appuntamento che ha nei suoi riti forme quasi liturgiche, ma che nel tempo è divenuto soprattutto momento in cui un’università presenta se stessa. I suoi programmi. Le sue ambizioni”. Parole del Magnifico dell’Ateneo reggino, Massimo Giovannini, questa mattina in conferenza stampa per presentare la cerimonia del prossimo lunedì in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico per i 26anni della Mediterranea. Il secondo anno in carica per il Rettore Giovannini e il suo braccio destro, il Direttore Amministrativo, Antonio Romeo. Non un caso la presenza di entrambi, oggi. “Da tempo ormai si lavora a stretto contatto”. Ricerca e gestione dentro un ateneo che vuole sempre più “abbattere le mura della sua cittadella” per essere “territorio”.


    Giovannini coglie lo spunto anche per fare una sorta di analisi di quella che è la realtà accademica nazionale. “I tempi sono cambiati”, dice. “Si cerca di contribuire allo sviluppo con un confronto che è sempre più in tempo reale e con le altre realtà che non solo locali ma estere”. Da qui al perché della scelta di una figura come quella del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, quale ospite d’eccezione della cerimonia, il passo è breve. Se è vero, dice Giovannini, che nella stragrande maggioranza dei casi le regole di un ateneo, quindi: sana competizione, impegno, sono spesso alla base delle regole sociali che uno studente trova una volta fuori da quella cittadella di studi, altre volte così non è. Il suo pensiero va direttamente alla Calabria, ma anche alle realtà vicine. Sicilia in primis. Valori, dice, che vanno a cozzare implacabilmente con un ambiente in cui magari si è costretti ad abbandonare le proprie iniziative. I propri progetti. Entusiasta la risposta di Grasso all’invito del Rettore “consapevole che proprio attraverso la cultura passa il cambiamento di una società”. Impossibile aggiunge il numero uno della Mediterranea “pensare ad uno sviluppo economico, nel senso di famiglia, di società, se non vi è alla base un forte senso etico”. Fin qui quella che sarà la prolusione dei 26 anni della Mediterranea. Università che, spiega il suo Direttore Amministrativo, Antonio Romeo, da poco è riuscita anche a raggiungere quell’obiettivo che si era prefissata di un Piano Strategico (2008-2012). “Una cornice in cui sono racchiusi i progetti dell’Ateneo reggino, pronta ad esser modificata e ripensata ove necessario”. Ma indubbiamente un risultato unico nella storia dell’università dello Stretto, e uno dei pochi esempi a livello nazionale. 

                                                                                                                                                      gdg