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    L’Unione Consumatori sul caro-pane

    Dal presidente regionale dell'Unione Consumatori, riceviamo e pubblichiamo 

    Ridurre il prezzo del pane “comune” , quello che viene generalmente comprato dalle famiglie a reddito più basso, è l’appello che l’Unione Nazionale Consumatori della Calabria lancia ai panificatori della provincia, alla stregua di analoghe iniziative sviluppatesi in altre città d’Italia dove i panificatori hanno applicato su base volontaria sconti sulle tipologie di pane più diffuse praticando politiche promozionali su tutte le tipologie di pane, in particolar modo nelle ultime ore della giornata.Purtroppo l’aumento indiscriminato dei prezzi avvenuto negli ultimi tempi ha fatto sì che anche il costo del pane sia cresciuto in maniera esagerata, tanto che, ci sarebbe stato un calo dei consumi  anche per questa “materia prima” dell’alimentazione.E’ un’assunzione di responsabilità che chiediamo ai panificatori,  per rispondere ad una situazione di emergenza dovuta al caro vita, infatti dinanzi alle proteste di numerosi consumatori che evidenziano l’aumento speculativo dei prezzi in generale, il prezzo del pane cresce costantemente, anche se su di esso non incide nè il prezzo della farina, che oggi all’ingrosso costa 0,50 centesimi di euro (quella bianca), gravando nel complesso solo per il 12-13 per cento, né può incidere il costo del trasporto in quanto il pane ne è esente.Negli ultimi tempi il pane, alimento base per eccellenza, ha raggiunto prezzi anche nella nostra provincia, che oscillano da un minimo di 2 Euro al kg, fino ai 3 e oltre Euro al kg. Tutto questo non può che riflettersi sul bilancio familiare. Difatti considerando una media di 1 kg di pane al giorno a 3 Euro, in un anno una famiglia spenderà circa Euro 1095, cioè oltre mille euro solo di pane. Praticamente un mese di lavoro.Dinanzi al calo di vendite anche di questo alimento e all’aumento sempre maggiore di persone che ricorrono al “fai da te” facendosi il pane in casa, l’Unione Nazionale Consumatori lancia un appello ai panificatori della provincia “vendere il pane comune ad un euro al chilo alla stregua di analoghe iniziative che hanno trovato accoglimento in altre zone d’Italia, consentendo così a pensionati sociali, lavoratori precari, famiglie monoreddito, disoccupati, ecc. di approvvigionarsi di tale prezioso alimento.Su tale appello, chiediamo anche il coinvolgimento delle istituzioni locali, con un importante gesto tangibile di solidarietà per i cittadini, affinché attraverso degli accordi con i panificatori si possa acquistare periodicamente il pane calmierato, a dimostrazione della loro vicinanza alle esigenze dei consumatori, che a causa del caro vita non riescono a far quadrare il bilancio familiare, rimediando così ad una situazione che potrebbe avere conseguenze negative sia per i produttori che per i consumatori che non vogliono rinunciare all’acquisto di un prodotto fondamentale per l’alimentazione quotidiana.Il Presidente RegionaleAvv. Saverio Cuoco