• Home / CITTA / Le infiltrazioni mafiose, la sanità allo sfascio ed i silenzi assordanti

    Le infiltrazioni mafiose, la sanità allo sfascio ed i silenzi assordanti

                                                         dsanitai Giusva Branca

    Ora c’è anche il timbro.

    Lo scioglimento, abbondantemente anticipato dai rumors che conoscevano l’esito quasi obbligato del lavoro svolto dalla Commissione d’accesso all’ Asp di Reggio, è arrivato.

    Adesso, dicevamo, c’è il timbro: l’azienda sanitaria reggina, come quella di Locri, è nelle mani della mafia. O, se più vi piace, le mani della mafia sono finite sull’Asp.

    Il giorno dopo la cosa più assordante è il silenzio che proviene da ogniddove (tranne la Uil-Fpl il cui commento potete leggere in altra parte di strill).

    Bocche cucite in Azienda, labbra serrate nelle stanze dei bottoni regionali, zero commenti istituzionali.

    E la gente, legittimamente, comincia a chiedersi (e forse anche a rispondersi…) se ci sia un nesso diretto tra disfunzioni, disservizi, strutture inadeguate e fatiscenti, personale non pagato e infiltrazioni mafiose, come le ha definite il  Consiglio dei Ministri.

    E ci è toccato anche assistere ad una sorta di insurrezione quando, pochi giorni fa, probabilmente in esito alla relazione prefettizia, il commissario dell’Asp Ranieri ha provato a chiedere ai dipendenti di esibire i propri certificati penali.

    D’altra parte viviamo in una terra dove, ad esempio, la Guardia di Finanza ha scoperto che a Locri numerosi dipendenti in carcere da tempo continuavano a percepire gli stipendi.  

    Tornando su Reggio, adesso tocca attendere il nome dell’ennesimo commissario, per quello che è diventato una sorta di balletto che è cominciato politico e rischia di finire militare, ma sempre balletto è.

    Intanto la gente attende mesi per un’analisi, un esame, il 118 non ha i mezzi per sopravvivere e gli stipendio dei dipendenti rischiano, ogni mese, di essere una chimera mentre le infiltrazioni continuano.

    E’ noto, però, che le infiltrazioni prolungate e, soprattutto, non curate, sono in grado di sgretolare un palazzo.

    Ogni riferimento a Palazzo Tibi è puramente casuale…