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    La Fgci e la giornata della memoria e dell’impegno

    La Giornata della Memoria e dell’Impegno organizzata tradizionalmente da Libera, cade quest’anno in un momento molto particolare per la vita del nostro Paese. Posto che la politica deve essere considerata come meccanismo utile di raccolta ed organizzazione delle istanze delle persone e come tentativo di realizzare percorsi virtuosi di emancipazione nel campo dei diritti civili e sociali, determinare una piattaforma politica della giornata della memoria durante una campagna elettorale complessa ed importante come quella che stiamo vivendo, è un dato di sicuro centrale.

    L’analisi della Fgci rispetto alla questione mafie, è da sempre legata al concetto di giustizia e di sviluppo sociale. Per abbattere il sistema di potere mafioso, è necessario rafforzare ed incentivare i percorsi virtuosi di sviluppo economico e sociale che partano anzitutto dai giovani. Ottenere un contratto a tempo indeterminato che si tramuti nella certezza di un lavoro stabile e sicuro per noi ragazzi non deve essere una chimera. Come anche la partecipazione attiva al percorso di formazione che parte dall’infanzia fino ai gradi più alti del sistema pubblico d’istruzione non può vedere sulla sua strada alcun ostacolo di carattere economico. Istruzione e Lavoro rappresentano i pilastri fondanti su cui i giovani possono crescere al riparo dalle tentazioni del guadagno facile e della scalata sociale che le mafie apparentemente offrono. L’abrogazione definitiva della legge 30 e la cancellazione del precariato, l’adeguamento dei salari all’inflazione, maggiori finanziamenti alle scuole pubbliche e tagli drasticamente definitivi a quelle private, libri e materiali gratuiti per gli studenti, agevolazioni sui trasporti e sulla cultura, strutture sicure e spazi di confronto formativo. Sono queste le proposte che i giovani della Fgci avanzano nella direzione dello sviluppo attraverso il programma della Sinistra Arcobaleno, coadiuvandole ad una più incisiva e concreta strategia di aggressione ai capitali dell’industria mafiosa. E’ infatti necessario, attraverso un’agenzia nazionale di valutazione, potenziare e velocizzare i meccanismi di confisca e di assegnazione ad uso sociale dei beni delle cosche, supportando sempre di più le realtà cooperative, soprattutto giovanili, che quei beni li tramutano in opportunità di sviluppo e di emancipazione, creando cooperative e piccole attività dove il lavoro collettivo e lo scambio culturale diventano liberazione dal giogo mafioso. Anche le realtà aggregative che si oppongono al pizzo vanno aiutate, affinché chi ha deciso di non pagare e di denunciare i soprusi economici e morali ai quali le mafie costringono migliaia di piccole e medie attività commerciali, non sia mai lasciato solo, ed al contrario privilegiato da scelte virtuose di acquisto solidale, anche attraverso il veicolo pubblico. I testimoni di giustizia vanno protetti, affinché si comprenda convintamente il vantaggio di schierarsi con determinazione dalla parte dello Stato contro il potere dell’antistato mafioso. Ed allo stesso tempo la politica ha il dovere di autoregolamentarsi, trasformando in legge la proposta di non candidare e di interdire la propaganda elettorale a tutti i soggetti coinvolti in reati di tipo mafioso. Un’istanza, questa, avanzata nella scorsa legislatura direttamente dalla Fgci e dai Comunisti Italiani, che adesso diviene patrimonio comune di tutta la Sinistra Arcobaleno. E’ necessario inoltre intaccare i settori economici sui quali le mafie traggono maggiori profitti, ad iniziare dal mercato illegale delle sostanza stupefacenti, che determina ogni anno per le mafie un’ingente accumulo di capitali. Per questo proponiamo l’abrogazione della legge Fini-Giovanardi che sostanzialmente equipara tutte le sostanze, nella direzione graduale della legalizzazione  delle droghe leggere e della riduzione del danno per quelle pesanti. Ed infine il grande compito che il Parlamento deve assumersi: la stesura di un testo unico che racchiuda tutta la legislazione antimafia affinché sia fornito uno strumento utile a tutti gli operatori di giustizia ed in generale a tutti i cittadini, ai quali non è possibile, per l’ennesima volta, chiedere di essere eroi.

      

    Stefano Perri, Responsabile Nazionale Antimafia Fgci