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    Il Cric testimonianza di solidarietà

    E’ un quadro drammatico quello delle numerose aree di conflitto esistenti in questo momento del mondo. L’aspetto grave del fenomeno attiene alle condizioni di vita, o meglio di sopravvivenza, che riguardano intere popolazioni, specie donne e bambini. Proprio per la loro salvaguardia e la gestione di questi conflitti, esistono progetti di intervento e cooperazione promossi dalle ONG, tra cui il CRIC.  Da una sponda all’altra dello Stretto, proprio Cric offre agli studenti universitari la propria testimonianza di sostegno e solidarietà ai paesi in via di sviluppo. Dopo l’incontro di ieri presso la facoltà messinese di Scienze Politiche, stamane Sara Saleri, docente presso l’università di Bologna, Ruggero Tozzo della ONG Alisei, e Carla Pagano del Cric, moderati da Lina Panella, docente di Diritto Internazionale presso entrambi gli atenei di Reggio Calabria e Messina, hanno incontrato gli studenti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Palazzo Zani ha ospitato uno dei seminari universitari intitolati “Dal Conflitto al Partenariato per lo sviluppo” organizzati dal Centro Regionale di Interventi per la Cooperazione (CRIC) nell’ambito di questo tour negli atenei di Milano, Bologna, Catania, Napoli e Caserta e Cosenza. Una riflessione articolata che partendo dalla sostanziale differenza tra conflitto e guerra, diversifica anche gli interventi possibili per affiancare le vittime e operare per una ricomposizione. I conflitti, infatti, non si generano tra due Stati, distinti per territorio, comunità, governo e stato, posti l’uno contro l’altro, ma si verificano tra componenti di una medesima realtà o paesi di una medesima federazione che non riescono più a convivere o non lo hanno mai fatto. Questioni di libertà e diritto all’autodeterminazione di popoli alla base di sanguinosi scontri che producono violenza inaudite, generano migliaia di vittime e devastano un territorio. L’esempio più drammaticamente attuale è quello del conflitto Israelo – Palestinese ma ne esistono altri nella storia del Novecento come le pagine vergognose del conflitto nei Balcani o nel Rwuanda. Ecco che in caso di conflitto, gli interventi ci cooperazione vanno nella direzione di politiche territoriali per lo sviluppo e la ricostruzione, ripartendo da ciò che rimane.  

                                                                                                                                    Anna Foti