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    Il caso-Reges secondo i Comunisti italiani

    Riceviamo e pubblichiamo 

    Siamo di fronte all'ennesimo affronto nei confronti dei cittadini e
    dei giovani di Reggio Calabria! Il "caso Reges" getta l'ennesima ombra
    sulla gestione delle società miste del Comune. Sarebbe scontato dire
    che, trattandosi appunto di una società mista, di cui il Comune è
    azionista di maggioranza, i criteri di selezione della Reges
    dovrebbero essere di evidenza pubblica. Invece l'avviso pubblico di
    selezione del novembre '07 non era nemmeno degno di essere chiamato
    tale (non indicava, tra le tante inaccettabili lacune, nemmeno quanti
    e quali fossero i contratti a termine e quanti a tempo indeterminato
    tra i 66 posti disponibili!). E'davvero troppo a Reggio Calabria
    chiedere avvisi di selezione chiari, procedure trasparenti ed evidenza
    pubblica nelle assunzioni? Evidentemente si! Adesso ci ritroviamo, non
    è la prima volta, con circa 11mila esclusi, o forse sarebbe meglio
    dire disillusi ormai dalla "politica della pagnotta" che crea consenso
    distribuendo, appunto, tozzi di pane ma alimentando migliaia di
    scontenti in una città che ha fame di lavoro. Poca trasparenza
    significa prima di tutto calpestare i diritti delle persone, di tutti
    quei giovani che vorrebbero dare il proprio contributo e spendere le
    proprie competenze sul territorio di nascita, nella speranza di poter
    evitare le dolorose migrazioni verso Nord… E' questa la vera casta,
    quella che teme la meritocrazia e la chiarezza, che si nasconde dietro
    consigli di amministrazione e società interinali, come lo struzzo che
    mette la testa sotto la sabbia. Nei pochi anni di militanza che
    abbiamo maturato, abbiamo avuto modo di imparare forse poche ma
    semplici cose: che la cattiva politica e le pessime amministrazioni
    non si curano con l'anti-politica, ma con la chiarezza e la
    trasparenza. Amministrare la "cosa pubblica" per tutti ed in nome di
    tutti, a partire dalle periferie e dai ceti più deboli, è l'esatto
    contrario della gestione privatistica della comunità che oggi la fa da
    padrona. Se un provvedimento non contribuisce a migliorare le
    condizioni materiali della gente ed è volto a rafforzare la posizione
    di forza di alcuni, assume tratti anti-democratici che ricordano molto
    le gestioni autocratiche del passato. Noi denunciamo con forza questo
    sistema che toglie la speranza a migliaia di giovani che a Reggio,
    come in molti altri posti, vengono "superati" (da destra nel nostro
    caso), dal raccomandato di turno o parente o amico o grande
    elettore… La "Politica" che ci appassiona combatte con forza questo
    stato di cose rimettendo al centro il pubblico come vero bene comune e
    come garanzia di legalità e trasparenza nelle Amministrazioni locali e
    centrali. Ma oggi questa "politica" sembra relegata nell'ultimo
    cassetto di una vecchia scrivania che quasi nessuno, a Reggio
    Calabria, apre più. Siamo invece convinti che per rilanciare il nostro
    territorio dal punto di vista sociale e culturale  sia importante ed
    essenziale recuperare le idee ed i valori di una politica sana al
    servizio dei cittadini, che si pone come obbiettivo la progressione
    della popolazione e non lo squallido mantenimento di posizioni di
    potere e la gestione del mero interesse. Continueremo a vigilare
    perchè casi come questo non passino, come qualcuno vorrebbe, sotto
    silenzio. Ci chiediamo se la misura ora non sia colma e se Reggio
    Calabria e i suoi giovani meritino veramente di continuare ad essere
    presi in giro e che si speculi in questo triste modo sul loro futuro.
    È ora che la città intera prenda coscienza e mediti sulla deriva
    istituzionale a cui sta andando incontro.  Per noi il caso Reges
    rimane una ferita aperta!
    Reggio Calabria 13/03/2008

    Luca Lombardi – Coordinatore provinciale Federazione Giovanile
    Comunisti Italiani
    Gianluca Romeo – Coordinatore provinciale Giovani Comunisti