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    Gallico, GdF scopre allevamento clandestino in zona archeologica

    Allevavano
    animali destinati al macello per la vendita delle carni senza alcuna
    autorizzazione e controllo sanitario, e in piu' utilizzavano capannoni
    ricavati in un'area di interesse archeologico. Un'azienda clandestina
    a tutti gli effetti e' stata scoperta dagli uomini della Guardia di
    Finanza del comando provinciale di Reggio Calabria che hanno
    sequestrato la struttura a Gallico. Le Fiamme Gialle conoscevano da
    tempo l'attivita' che veniva svolta in quell'area ma dalle verifiche
    e' risultato che non esisteva nemmeno una partita iva per
    giustificarla.
    Quando i militari hanno fatto irruzione  all'interno di un
    grande capannone adibito a vera e propria stalla erano sistemati quasi
    500 animali.
    Adiacente alla struttura ve ne era un'altra contenente le celle
    frigorifere per le carni , per i salumi  privi di etichettatura e i latticini, le bilance, i coltelli e l'attrezzatura
    necessaria per eseguire le macellazioni.
    Le Fiamme Gialle hanno trovato poi un pozzo e una falda
    acquifera, nonche' la vicinanza agli animali, rendeva ancor piu'
    pericoloso lo stato di inquinamento in cui versava la discarica di
    rifiuti speciali. Elemento altrettanto grave e' la presenza di reperti
    archeologici nell'area che un esperto della Soprintendenza per i beni
    archeologici della Calabria ha confermato databili intorno al III-IV
    secolo a.C. Si tratta di un cratere a figure rosse di tipo campano, di
    una hydra anch'essa a figure rosse, di un anfora biansata a vernice
    nera e di un busto fittile di figura femminile panneggiata e con polos
    sul capo, acconciatura bipartita ed orecchini.