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    Elezioni: Pietro Fuda, l’escluso

    Escluso dalle liste senza nemmeno una telefonata". E' rammaricato il senatore Pietro Fuda, che ha scritto una lettera aperta ai suoi sostenitori sulle ragioni della sua esclusione dalle liste elettorali del PD alle politiche di aprile. La lettera sara' pubblicata integralmente sul suo sito, www.pietrofuda.it, e sul suo blog. "Non ho spiegazioni certe o ufficiali – scrive Fuda – ne' ho una palla di vetro in cui vedere il pensiero di chi, senza informarsi sulla mia disponibilita' ad accettare una posizione utile ma non sicura nella lista del Pd al Senato per la Calabria, ha effettuato le scelte dei nomi e del loro ordine. Non e' importante – aggiunge – il destino di una singola persona, bensi' la validita' di un progetto, la sua capacita' di cambiare davvero la societa', di creare benessere per tutti. Oggi non e' importante se io sono o no in quelle liste, ma se esiste la possibilita' di dare risposte reali, di migliorare davvero la nostra Calabria. Se dovessi fermarmi alle prime sensazioni la mia risposta sarebbe negativa. E non perche' senza di me non si possono ottenere risultati (anche se ricordo a me stesso che Prodi ha vinto per 25.000 voti), ma perche' ho sempre pensato che la coerenza e la capacita' politica ed amministrativa si misurino sui fatti". Fuda parla di aspettative: "Da senatore uscente, forte della fedelta' dimostrata e del lavoro incessante, unanimemente riconosciuti, davo per certa lealta' e correttezza nei miei confronti. Dal mio punto di vista una ricandidatura sarebbe stata ovvia, ma posso capire che esistano ragioni valide, o ritenute tali, per cambiare il naturale corso delle cose. Purche' queste ragioni siano comunicate. Non pretendevo un paracadute, ma pretendevo almeno, questo si', una telefonata con la quale mi fosse posta una palese e motivata richiesta di farmi da parte, magari anticipando l'encomiabile scelta di Diliberto, che ha fatto un passo indietro per garantire l'elezione dell'operaio della Tyssen. Ogni volta – scrive ancora Fuda – i cittadini hanno giudicato e premiato il mio modo di intendere la politica di servizio, come potranno fare ad aprile nei confronti di chi si e' presentato oggi. Mi rendo conto che possano essere concetti estranei a chi, abituato al distacco dal territorio e dai cittadini, catapultato nelle stanze del potere romano senza il consenso diretto della gente, preferisce dimenticare, o forse non ha mai saputo, che un vero leader mette il rispetto tra i primi valori da perseguire sempre e comunque. E il rispetto avrebbe imposto di rispondere con la medesima lealta', chiarezza e franchezza dimostrate in questi due anni da chi, come me, a testa bassa ha fatto il suo dovere". (Agi)