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    De Magistris, interviene Scotti che impugna provvedimento

    Non vanno bene le assoluzioni decise dalla sezione disciplinare del Csm per alcuni addebiti che erano stati contestati al pm di Catanzaro Luigi De Magistris. A mettere in discussione, in parte, la pronuncia del 'tribunale dei giudici' – che con la sentenza del 18 gennaio scorso ha disposto il trasferimento di De Magistris dal capoluogo calabrese e dalle funzioni di pubblico ministero – è il ministro della Giustizia Luigi Scotti, che per questo ha impugnato il provvedimento davanti alle Sezioni Unite Civili della Cassazione. Nel ricorso, depositato il 20 marzo, Scotti chiede che la sentenza venga 'cassata' nella parte che ha assolto il pm. Secondo il Guardasigilli, De Magistris non doveva essere assolto da alcune accuse che gli erano state contestate dall'allora Guardasigilli Clemente Mastella. Come quella di non aver impedito la fuga di notizie sulle sue inchieste, prime tra tutte l'iscrizione nel registro degli indagati dell'inchiesta 'Why not' del presidente del Consiglio Romano Prodi e la perquisizione disposta a carico del pg di Potenza Tufano nell'ambito dell'inchiesta sulle 'toghe lucane. E, in generale, di aver tenuto rapporti 'disinvolti' con la stampa e i mezzi di informazione. Ma anche di aver messo in circolazione nei confronti di colleghi sospetti "non suffragati da prove". O, ancora, di non aver informato l'allora capo della Procura di Catanzaro Mariano Lombardi della perquisizione disposta nei confronti dell'alto magistrato lucano. (Apcom)