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    Anche a Montebello cartelle pazze

    Non accennano a placarsi le polemiche sulle bollette pazze per acquedotto, fognatura e depurazione inviate dal Comune di Montebello Jonico ai residenti. Dopo le iniziative a tutela dei cittadini intraprese dal “Comitato Civico Leone Sgrò”, dall’Assemblea dei “Tartassati di Saline”, da “I Fossatesi nel Mondo” e dal CODACONS, ora intervengono anche i consiglieri Ugo Suraci, Consolato Foti e Francesco Praticò. I tre esponenti politici dell’opposizione hanno scritto al Sindaco Nisi una lunga missiva con la quale, oltre ad evidenziare tutti i punti critici della vicenda, chiedono di porre urgentemente soluzione al problema. «Si ribadisce, in via generale – si legge sulla lettera – che le quote di tariffa relative alla fognatura ed alla depurazione sono dovute solamente in presenza della rete fognaria e quindi dell’allaccio del singolo utente. Qualunque argomentazione: sia un’ardita lettura della legge e delle circolari, sia l’assunzione del parere della Corte dei Conti della Campania quale criterio da adottare o anche una qualsiasi sentenza della Corte di Cassazione, essa si accompagna comunque ad una determinata volontà di far pagare ai cittadini il corrispettivo di un servizio non dato (fatto grave, percepito come incomprensibile e considerato un balzello odioso) e di ignorare il diritto elementare di fruire del servizio a fronte delle somme che si vuole far pagare». «E’ intollerabile – continuano i tre consiglieri – che si continui a considerare utenti i cittadini che non fruiscono del servizio perché esso non esiste per i ritardi nella realizzazione delle opere o che li si consideri rinunciatari di un servizio mentre in realtà è il comune che non lo fornisce». «Sull’argomento – si legge ancora sulla missiva – in verità la Giunta comunale ha assunto l’indirizzo di sospendere la richiesta di pagamento della quota di tariffa per la fognatura (non anche per la depurazione) per alcune borgate dove non esiste la rete fognaria. Si tratta di un primo timido passo comunque sufficiente a riconoscere implicitamente le ragioni delle proteste dei cittadini e di quanto sostenuto dagli scriventi. Buon senso ed assunzione piena di responsabilità obbligano di far seguito a tale deliberazione determinando l’esenzione per tutte le borgate e le aree interne ai centri abitati ove la rete fognaria ancora non esiste e nel contempo escludere anche dal pagamento della quota, ben più salata, per la depurazione. Sulla stessa questione, inoltre, si è costretti a registrare che l’amministrazione comunale, a sostegno delle proprie tesi impositive, continua a scrivere che il rivendicato pagamento di fognatura e depurazione si raffigura quale contributo di scopo. Una raffigurazione mutuata dal pessimo ragionamento fatto dalla Corte dei Conti della Campania». «Oggi – continua la lettera – esiste nella potestà comunale la possibilità di istituire una imposta di scopo ma nasce ed è attivabile solamente a partire dal 1° gennaio 2007 e si collega alla realizzazione di opere pubbliche tassativamente elencate dalla legge; non sarà un caso che nell’elenco non sono comprese le reti fognarie perché, evidentemente trattandosi di opere di urbanizzazione primaria i cittadini contribuiscono alla loro realizzazione con gli oneri di urbanizzazione pagati per le concessioni edilizie». I consiglieri, quindi, passano ad affrontare la questione delle tariffe per l’acquedotto. Secondo il loro parere infatti «è stata applicata una errata tariffa per i consumi di acqua (0,56 €/mc) mai formalmente e chiaramente deliberata. La deliberazione n.29/07, infatti da un lato prevede di mantenere per l’anno 2007 le tariffe applicate nel 2006 ma poi nello specificare l’importo indica quello relativo ai consumi eccedenti e non quello della tariffa base che è di 0,432 €/mc per i consumi contrattuali di mc 48 e di 0,45 €/mc fino a mc 84. Questa errata applicazione della delibera ha significato un aumento tariffario tra il 25 ed il 30%; un aumento stratosferico che fa diventare la bolletta salatissima per i cittadini e che scavalca enormemente finanche gli adeguamenti del costo dell’acqua deliberati dal CIPE.» I toni della lettera, a questo punto, diventano perentori. « Occorre – scrivono i tre esponenti politici –  un immediato intervento per correggere l’applicazione della tariffa maggiorata correggendo le fatture emesse e restituendo ai cittadini quanto eventualmente hanno già pagato in più. Le problematiche esposte sono sufficienti a fotografare uno stato di grave incertezza sull’intera materia, foriera di un possibile diffuso contenzioso giudiziario, che giustifica la richiesta di sospendere l’intero procedimento in corso al fine di fare chiarezza e ridare certezza e comprensibilità al rapporto con i cittadini.».

      Fabio Macheda