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    Aeroporto, dura nota di CGIL-FILT

    Sul tema dell'aeroporto dello Stretto riceviamo e pubblichiamo dalla CGIL – FILT 

    La FILT-CGIL e la CGIL di Reggio Calabria-Locri non condividono la decisione dell'Alitalia di spostare il volo in partenza dall’aeroporto dello Stretto per Milano dall’orario diurno a quello notturno.

    La nostra protesta nasce dalla considerazione che l’azienda (S.p.A. ancora pubblica),  dovrebbe partire dalla consapevolezza che dovrebbe offrire servizi di mobilità all'intera collettività.  Certo, quando si lavora in regime di monopolio e con una insensata perché costosissima politica tariffaria, questo particolare può sfuggire!

    Privare di un servizio fondamentale  una realtà già disastrata dal punto di vista della logistica dei trasporti costituisce ancora una volta una sottovalutazione delle potenzialità del territorio che, con un investimento strategico ed economico adeguati, potrebbe diventare uno snodo centrale non solo verso l’interno ma anche verso i paesi che si affacciano sul mediterraneo.  

    Nello specifico, lo spostamento del volo verso Milano dalla fascia diurna a quella notturna pone un problema, non solo di “comodità” dei passeggeri ma anche di carattere sociale visto che il volo è spesso utilizzato per la mobilità verso presidi sanitari esterni, gravando di ulteriori spese e disagi quei cittadini costretti da problemi di salute (che non trovano risposte adeguate nel nostro territorio) a spostarsi in Lombardia. Senza considerare, poi, che il volo in questione, nel precedente orario, partiva quasi sempre a pieno carico.

    Non esistendo, dunque, ragioni di mercato e ritenendo, inoltre, l’attività di Alitalia su Reggio Calabria potenzialmente remunerativa, crediamo che le difficoltà di bilancio addotte dalla compagnia per lo spostamento del volo non siano esaustive, e sorge spontaneo il dubbio che si voglia ancora una volta mortificare il nostro scalo, avviando di fatto un processo di ridimensionamento e successiva e graduale dismissione.

    Capitolo a parte meritano le dichiarazioni dell’azienda sulla questione delle differenze tra prezzi e tariffe: se è vero che a decidere i prezzi  in una situazione di libera concorrenza è il mercato e non l’azienda, occorre ricordare che, spesso, la libera concorrenza, come avviene in Italia, è stata  mortificata e posta in secondo piano a vantaggio di posizioni monopolistiche, portando di fatto il cittadino non a fare, ma a subire il mercato, determinando cioè una equivalenza tra tariffe determinate dall’azienda e prezzi egualmente determinati dall’azienda che lavora in regime prevalentemente di monopolio.

    La nostra protesta, che ci vede impegnati come cittadini e come parti sociali, parte dalla consapevolezza che spesso i piani di marketing dell’azienda annunciati come piani di risanamento hanno ulteriormente sprofondato la compagnia di bandiera del nostro Paese nell’abisso economico.

    La nostra preoccupazione è ancora una volta quella che ai proclami di risanamento non corrispondano prese di posizione adeguate e non vorremmo scorgere nell’alleggerimento dello scalo di Reggio Calabria i prodromi di un nuovo fallimento.

    Per queste ragioni, avendo ricevuto sollecitazioni da tantissimi cittadini, ci rivolgeremo alle Istituzioni, partendo da S.E. il Prefetto, perché lo scalo che serve due importanti territori, Reggio Calabria e Messina, possa davvero restituire, aldilà dei proclami, il diritto alla mobilità ed allo sviluppo delle nostre popolazioni e dei nostri territori.Reggio Calabria 07/03/2008                                                                                                     Francesco Alì Segretario GeneraleCGIL Reggio Calabria Pino De FeliceSegretario regionaleFILT – CGIL Bruno Malgeri                                                                                                       Segretario Generale