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    AC sulle elezioni

    Riceviamo e pubblichiamo 

    Torniamo a votare per eleggere i membri del Parlamento dopo soli due anni e con una legge elettorale che calpesta la rappresentatività dei cittadini, poiché impedisce di scegliere i propri rappresentanti con l’indicazione sulla scheda o con forme di determinazione a monte come le primarie. Andremo a votare in un quadro di generale sfiducia nella classe politica, incapace di autoriformarsi e di indicare un percorso di dialogo e di ricerca del bene comune; in una situazione internazionale dipinta a tinte scure per l’economia e in un clima da guerra di civiltà. Questi sono solo alcuni degli elementi che oggi inducono il timore che molti italiani non vadano alle urne, manifestando così la loro sfiducia rispetto alla capacità della politica di risolvere piccole e grandi questioni sociali.Come Azione Cattolica Diocesana, non possiamo che ripetere l’invito al voto e, più in generale, alla partecipazione consapevole alla vita sociale e politica; invito che abbiamo espresso anche due anni fa con un particolare richiamo ai giovani. Lo facciamo anche oggi, se possibile con maggiore vigore: ci sembra che siano maggiori di ieri i rischi di disillusione e disincanto, che possono portare a rinunciare ad un valore essenziale come quello della partecipazione democratica. Siamo sensibili al richiamo dei nostri Vescovi a un maggiore discernimento nella scelta elettorale e invitiamo i nostri soci, e più in generale la comunità ecclesiale e civile, a informarsi e documentarsi su programmi e candidati, sapendo andare oltre gli slogan e le apparenze. Giornali, internet, trasmissioni, incontri nei gruppi e partecipazione alle diverse iniziative sono certo modalità concrete di farsi un’opinione che si esprima in un voto libero.I programmi delle forze politiche devono indicare concretamente una risposta alle urgenze della nostra società italiana.Uno sguardo attento alla Calabria ci fa vedere come difendere la vita vuol dire, per chi vuole rappresentare le istituzioni, sapersi opporre con fermezza alla mafia e alla corruzione. Nella recente relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia emerge chiaramente come le infiltrazioni della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione siano fortissime nelle regioni del  Mezzogiorno; e bene hanno scritto i nostri Vescovi calabresi quando affermano che il Vangelo della vita va annunciato e testimoniato con fedeltà nella nostra terra martoriata dalla “ndrangheta” (nota Conferenza Episcopale Calabra “Se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo”, 2007). Nei programmi elettorali dovranno essere presenti, allo stesso modo, la necessaria promozione della vita e della famiglia e impegni chiari e decisi sui temi del diritto, della giustizia sociale e del lavoro. Una società dove l’amministrazione della giustizia è lenta e manca una forte politica occupazionale, è una società che non difende il primato della persona e della sua dignità.Sarà importante individuare concretamente i candidati che le segreterie dei partiti hanno messo nelle liste bloccate: sono loro che verranno eletti a rappresentare il nostro territorio, non solo i leader nazionali che fungono spesso da “candidati civetta” grazie al meccanismo elettorale. È il momento di esigere da tutti i candidati – e in particolare da chi si professa credente e si richiama ai valori cristiani – una testimonianza viva di coerenza e credibilità.Ci vuole coraggio e fiducia: nessuno meglio dei cristiani sa che proprio nei momenti che sembrano caratterizzarsi dalla debolezza e dalla sconfitta, irrompe la forza del Risorto. La capacità che si deve richiedere ai politici, ed in particolare ai cristiani che si vogliono impegnare in politica, è proprio questa: indicare percorsi realizzabili di futuro e lavorare insieme per rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità. Il Consiglio Diocesano di Azione Cattolica