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    12mila ricorsi pendenti ma importanti risultati per TAR reggino

    annauno“Valutare la legittimità dei procedimenti amministrativi equivale a stabilire i concreti limiti della libertà di tutti”. Così Luigi Passanisi, il presidente della sezione staccata di Reggio Calabria del Tribunale Amministrativo Regionale ha definito l’operato del giudice amministrativo in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Innumerevoli le autorità intervenute per ascoltare il discorso inaugurale che con dati statistici, meriti e criticità ha delineato un quadro di ripresa della giustizia amministrata presso la sede di viale Amendola. Il numero dei ricorsi pendenti che, rispetto al 2006 avrebbe dovuto aumentare di oltre 1300 unità con gli introiti del 2007, si riduce e il bilancio di inizio 2008 è di quasi tredici mila ricorsi ancora da decidere. E questo a fronte degli oltre diciassettemila che ancora pendevano nel 2001.


    Uno slancio che non può essere ascrivibile soltanto alla fisiologica celerità e alla snellezza del procedimento amministrativo ma che attesta anche l’impegno della sezione reggina nonostante la mancanza di due magistrati nell’organico di diritto. Attualmente la sezione consta del presidente Luigi Passanisi, tre magistrati, Giuseppe Caruso, Daniele Burzichelli e Caterina Crescenti, e un referendario, Desiree Zonno, subentrata a Gabriele Nunziata in data 20 dicembre 2007. Ribadita l’importanza dell’apporto comunitario nell’evoluzione del diritto amministrativo nel nostro ordinamento interno, grazie ad un patrimonio di principi che il nostro paese ha recepito attraverso la legge e le successive riforme che disciplinano il procedimento amministrativo. Trattasi dei principi del contraddittorio, dell’obbligo di motivazione, della proporzionalità. Infatti, è proprio nella formazione dell’atto amministrativo che il cittadino percepisce l’autorità posta a servizio del pubblico interesse o ne subisce un uso distratto dal fine collettivo. Dunque è esso che distingue gli spazi di autorità da quelli di libertà ed è attraverso di esso che l’interesse pubblico plasma la situazione dell’individuo, riducendola da diritto pieno ad interesse legittimo. Laddove il cittadino subisce un abuso o un’inefficienza ecco che nasce il conflitto poi valutato dal giudice amministrativo. Pensiamo ad ambiti come gli appalti, la concorrenza, i concorsi interni alle PA, l’edilizia, l’urbanistica e il suo eventuale e strettissimo contatto con il diritto di proprietà del singolo. Il ruolo di tale giurisdizione, ha infatti sottolineato il presidente Passanisi, è molto delicato specie, ha detto, “in una regione come la nostra  che non brilla per efficienza dell’attività amministrativa e per sicurezza pubblica”. Ecco ribadita quindi una centralità che tuttavia non parrebbe pienamente servita dal legislatore laddove ancora risultano carenti i mezzi finanziari e il personale e laddove ancora vi sia la necessità di revisionare codici e organizzazione giudiziaria. Ma il presidente sottolinea marcatamente che non solo l’intervento del legislatore sarebbe necessario per colmare la lacuna. “L’intervento legislativo costituisce solo il presupposto, ma è essenziale che ad esso segua una efficiente attività amministrativa, senza la quale nessuna riforma potrà sortire effetti positivi”. 
                                                                                                                        Anna Foti