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    Unione Nazionale Consumatori: risparmiare si può

    Dall'Unione Nazionale consumatori riceviamo e pubblichiamo 

    La spesa quotidiana diventa sempre più cara e sono proprio gli anziani e le famiglie con più figli a carico che soffrono di più a causa dell’inflazione sui prezzi quotidiani, molte famiglie inseguono le promozioni alimentari che pubblicizzano i supermercati, si rivolgono agli hard discount e si assiste ad una vera rivoluzione soprattutto nel campo alimentare con uno stravolgimento delle abitudini e degli stili di vita, poiché si cerca di acquistare generi alimentari che costano meno e ci si orienta verso scelte di prodotti (carne, pesce, ecc. ) meno pregiati, non a caso spuntano tra gli scaffali del reparto carni le spuntature di maiali, le ali di pollo, le schiene di pollo, ecc. che costano di meno ed hanno lo stesso valore nutritivo delle parti più “nobili”.

    Anche in una spesa normale si può risparmiare, per fare degli esempi nel campo dell’acqua minerale se non si hanno particolari esigenze fisiologiche la qualità è uguale, cambia solo il prezzo, il pane casereccio costa meno del pane speciale, così come il riso originario rispetto a quello superfino,  la spalla cotta rispetto al prosciutto cotto, l’olio extravergine di oliva rispetto a quello filtrato e così via. 

    Inoltre sono sempre di più le famiglie che vanno in crisi allorché si trovano a dover fronteggiare delle spese impreviste (guasto di elettrodomestici, spese sanitarie, corresponsione di  imposte, tasse, ecc.)

    L’impennata della spesa alimentare (alla quale dopo l’abitazione gli italiani riservano la fetta maggiore dei propri redditi destinati al consumo, con una percentuale vicina al 22 per cento), è dovuta in parte all’aumento dei costi del mercato in generale (affitti, gasolio, trasporto materie prime, ecc.), che inevitabilmente hanno una ricaduta sul prodotto finale acquistato dal consumatore ed in parte agli effetti speculativi, infatti ogni qualvolta accade un evento (sciopero degli autotrasportatori, abbassamento delle temperature, ecc.) si verifica una brusca impennata dei prezzi, il cui annuncio a sua volta favorisce la speculazione, tra coloro che colgono al volo l’occasione per aumentare i prezzi dei generi alimentari e non solo.

    La  speculazione è resa evidente dagli aumenti che avvengono su alcuni prodotti come il pane, che non hanno bisogno di viaggiare ed i cui costi di trasporto non possono assolutamente incidere sul prezzo finale dello stesso.

    Molte regioni hanno intrapreso varie iniziative per fronteggiare il caro prezzi, tentando di contenere gli stessi, la regione Lazio si rivolge ai comuni invitandoli a bloccare o ridurre i prezzi di mercato dei generi di largo consumo attraverso la promozione di convenzioni con i commercianti.

    Per incentivare l’adesione agli accordi da parte della piccola, media e grande distribuzione, la normativa della Regione Lazio prevede che i comuni finanzino il cinque per cento delle spese sostenute dagli esercenti per la realizzazione di campagne pubblicitarie volte ad informare i consumatori sulle opportunità di risparmio. Le amministrazioni comunali potranno prevedere agevolazioni tributarie a favore delle aziende coinvolte. I comuni saranno poi chiamati a dare priorità nelle autorizzazioni al commercio su area pubblica a quei produttori agricoli che venderanno direttamente al consumatore i generi inclusi nell’elenco calmierato.

    La Regione Marche con l’iniziativa “Facciamo tornare i nostri conti” in collaborazione con Confcommercio, Confesercenti, la grande distribuzione e le associazioni dei consumatori, per difendere il potere di acquisto delle famiglie e tutelare le fasce a basso reddito, prevede che per sei mesi, dal 1° marzo al 31 agosto, i prezzi di numerose categorie di prodotti di largo consumo (esclusi quelli ad alta deperibilità come ortofrutta, pesce e latte) siano bloccati. Le associazioni dei consumatori regionali in accordo con la Regione svolgeranno un ruolo di controllo del rispetto dell’accordo nei supermercati e nei negozi, è un forte patto stipulato tra la distribuzione e i consumatori. La Regione Calabria ha avviato un tentativo di dialogo con le organizzazione di categoria Confcommercio, Confesercenti, associazioni di consumatori, ecc. nell’ambito di un progetto finalizzato al contenimento dei prezzi e sul controllo qualitativo dei prodotti, soprattutto quelli di largo consumo, favorendo la creazione anche dei gruppi di acquisto.Un’altra iniziativa tesa a favorire lo sviluppo della vendita diretta, consiste nella creazione dei cosiddetti  farmers market, dei mercatini di campagna, un’eventualità resa possibile dall'entrata in vigore del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.301 del 29 dicembre 2007, che affida ai comuni il compito di istituire questi mercati in aree pubbliche o private, dove gli agricoltori possono vendere direttamente i prodotti alimentari, la vendita diretta permette di praticare prezzi più convenienti, con l’eliminazione dei passaggi intermedi consente di tagliare i prezzi fino al 30%.I GAS (Gruppo di acquisto solidale), riconosciuti giuridicamente dalla legge finanziaria 2008, sono associazioni senza scopo di lucro costituite da persone o  nuclei familiari, che acquistano  beni all’ingrosso, prevalentemente prodotti alimentari o di uso comune per ridistribuirli all’interno del gruppo, ottenendo un risparmio economico. Il dato di fondo  comunque è quello di aumentare al più presto salari e stipendi degli Italiani che risultano essere i più bassi d’Europa, incrementando così il consumo, che attualmente contenuto unitamente all’andamento dei prezzi in crescita, produce una stagnazione degli acquisti e delle vendite con gravi ripercussioni sull’economia che vede i consumatori sempre più in difficoltà con gli acquisti e i bilanci da far quadrare ed i commercianti preoccupati per i riflessi negativi sulle prospettive di spesa e quindi sulla crescita delle vendite. 

     

     Il Presidente RegionaleAvv. Saverio Cuoco