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    Unione consumatori: “Sanità di qualità? Basta applicare le leggi!”

    Dal Presidente regionale dell'Unione Consumatori riceviamo e pubblichiamo 

    Il Prefetto Serra, commissario della sanità calabrese, in visita agli "Ospedali Riuniti" di Reggio, ha evidenziato le carenze strutturali  e le criticità del Pronto Soccorso e non solo. In particolare Serra si è soffermato sugli spazi inadeguati e, conseguentemente, sul sovraffollamento e sulle inevitabili code che si creano in sede di accettazione. Non si intende fare di tutta un erba un fascio, né indurre a fomentare ulteriori allarmismi in merito, ma presso l’associazione scrivente si registrano quasi quotidianamente segnalazioni di insofferenza di degenti ricoverati presso strutture ospedaliere della provincia.Le lamentele maggiori che si registrano da parte dei degenti vertono proprio sul mancato o addirittura inesistente dialogo tra medico e paziente il quale vive la propria malattia all’interno dei presidi ospedalieri in maniera assolutamente passiva, adattandosi alle terapie mediche e farmacologiche  che gli vengono somministrate, seguono poi una serie di segnalazioni che vanno dalla individuazione del codice (rosso, giallo, verde e bianco) presso il pronto soccorso, il ricorso frequente al rifiuto di osservazione, dalle estenuanti attese per pagare il ticket sanitario, ai tempi di attesa inconcepibili per sottoporsi ad alcune indagini diagnostiche, le proteste sulla mancanza del personale sanitario in particolar modo nei giorni prefestivi e festivi, una sensazione di vuoto e di abbandono nel fine settimana.E’ chiaro che le responsabilità maggiori ricadono sulle carenze di gestione, di dotazione strumentale degli ospedali e di personale medico e paramedico insufficiente nel rapporto sanità-paziente.  E’ comprensibile anche il timore reverenziale o soggezione che molti pazienti e parenti dei pazienti hanno nei riguardi del personale sia esso medico o paramedico che lavora presso tali strutture, infatti la quasi totalità delle denunce “ufficiali” interviene solo nei casi gravi e cioè al verificarsi di malattie invalidanti o nelle situazioni estreme di decessi.Eppure basterebbe applicare le leggi vigenti per migliorare la sanità,  l’art. 14, comma 7, del D.Lgs. n° 502 del 1992 e successive modificazioni promuove la collaborazione tra le aziende sanitarie locali e gli organismi di volontariato e di tutela dei diritti per la definizione di programmi comuni.
    Al fine di garantire il costante adeguamento delle strutture e delle prestazioni sanitarie alle esigenze dei cittadini utenti del Servizio sanitario nazionale, il Ministro della salute definisce con proprio decreto, sentite le regioni e le province autonome, un sistema di indicatori di qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie relativamente alla personalizzazione ed umanizzazione dell'assistenza, al diritto all'informazione, nonchè all'andamento delle attività di prevenzione delle malattie.
    Le regioni promuovono consultazioni con i cittadini ed in particolare con gli organismi di volontariato e di tutela dei diritti, al fine di fornire e raccogliere informazioni sull'organizzazione dei servizi. La Direttiva  inoltre del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994 ("Princìpi sull'erogazione dei servizi pubblici" ) che istituisce la “carta dei servizi pubblici” dispone i principi cui deve essere uniformata progressivamente, in generale, l'erogazione dei servizi pubblici, intendendo per tali anche quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla salute.   Tra i principi fondamentali rientrano:  La partecipazione del cittadino alla prestazione del servizio pubblico che deve essere sempre garantita;I soggetti erogatori definiscono standard generali e standard specifici di qualità e quantità dei servizi ed insieme ai loro dipendenti sono tenuti a trattare gli utenti con rispetto e cortesia e ad agevolarli nell'esercizio dei diritti e nell'adempimento degli obblighi.Le procedure di reclamo devono essere accessibili, di semplice comprensione e facile utilizzazione; svolgersi in tempi rapidi, il reclamo può essere presentato dall'utente oralmente, per iscritto, via fax o telefonicamente.  La crescente domanda di qualità nei servizi sanitari richiede la nascita di una nuova cultura della salute che parta dai reali bisogni di assistenza dei cittadini per arrivare a cure più appropriate e servizi più efficienti.Inoltre a garanzia di ragionevoli tempi di attesa nella sanità, il Decreto Legislativo 124 del 29.04.1998 prescrive all'articolo 3 comma 10 che i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie/Ospedaliere disciplinino il tempo massimo intercorrente tra la data della richiesta della prestazione e l'erogazione della stessa, prevedendo nel caso di prestazione urgente,indifferibile ed incompatibile con i tempi di attesa che la prestazione  venga effettuata privatamente e quindi rimborsata all'utente dalla struttura pubblica. Sono tutti buoni propositi che se non si traducono in attività operative rimangono tali, eppure il diritto a stare bene è una priorità assoluta, stabilito dalla stessa Carta Costituzionale, di fronte al quale passano in secondo piano altri interessi anch'essi garantiti.Già molti ospedali Italiani si sono organizzati per sviluppare, nell’ambito dei patti per la salute, standard di qualità dei servizi con il contributo sia dei professionisti che dei cittadini/utenti. Il Ministero della Salute, anche su segnalazione dell’unione nazionale consumatori, ha sollecitato più volte le Aziende Sanitarie a valutare positivamente tali forme collaborative con le associazioni rappresentative dei diritti degli utenti della sanità, giudicandole utili al miglioramento dei servizi.  Il Presidente RegionaleAvv. Saverio Cuoco