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    Tripodi: “Sul porto di Gioia ci giochiamo tutto”

    Dall'assessore regionale all'urbanistica, Michelangelo Tripodi, riceviamo e pubblichiamo 

    Stiamo seguendo con la dovuta attenzione e con il necessario rigore la discussione e il confronto sul porto di Gioia Tauro e sugli scenari di sviluppo dell’intera area della Piana, non solo per una tradizione  di lotte e di iniziative che ci hanno visti impegnati gia nei decenni passati a contrastare usi diversi di quel porto legati a prospettive insediative sbagliate e pericolose come la megacentrale a carbone, ma soprattutto perché consapevoli, – e dovremmo esserlo tutti responsabilmente fino in fondo soprattutto in un momento così difficile della vita civile calabrese – che in quel luogo si può giocare oggi una partita decisiva per la crescita socio-economica  dell’intera regione, se riusciamo a coniugare e a tenere fermi alcuni obiettivi che sin dall’inizio della nostra attività di governo regionale abbiamo indicato come vocazioni e obiettivi naturali da perseguire per lo sviluppo del porto e dell’area di Gioia Tauro e della Piana e che abbiamo riassunto in alcune parole-chiave: competitività, polifunzionalità, intermodalità, sicurezza, valorizzazione del sistema insediativo locale.

    E questa volta, a differenza del passato, non abbiamo aspettato nessuno, governo nazionale o organi comunitari che siano, per individuare i nostri compiti e per assumerci le nostre responsabilità. 

    Infatti, in attuazione di uno specifico articolo della legge urbanistica regionale n. 19/2002, abbiamo sostenuto e spinto la competente Autorità Portuale a dare avvio alla redazione del Piano regolatore portuale sulla base di precise linee programmatiche che abbiamo prodotto e divulgato all’inizio del 2006. Ed insieme a questo abbiamo presentato e concertato  con le Comunità locali  uno schema di Accordo di programma denominato “Programma strategico per lo sviluppo del porto e del circondario della Piana” che è gia stato in molte parti recepito dal POR Calabria 2007-2013 e che ha rappresentato la base per giungere ad inserire, come elemento di assoluta novità, l’area di Gioia Tauro e della Piana tra le aree urbane riconosciute nel POR FESR 2007/2013.

    Proprio in ragione della delicatezza del momento e dell’importanza del lavoro messo in campo ritengo opportuno svolgere qualche considerazione di metodo sul redigendo Piano regolatore portuale.

    E’ necessario sottolineare che la redazione del Piano regolatore di un porto di rilevanza mondiale come quello di cui stiamo parlando, collocato in un’area così esposta alla minaccia permanente della ‘ndrangheta e della delinquenza, non può essere considerata come un mero adempimento formale, ma costituisce un importante strumento di partecipazione e condivisione di scelte strategiche, rappresenta un quadro certo di riferimento per il mercato internazionale, una sorta di biglietto da visita, ed è anche, cosa affatto secondaria, un poderoso veicolo di legalità e di trasparenza ai fini della gestione delle iniziative e degli interventi.

    Per noi, lo abbiamo detto e ridetto, deve rappresentare anche un’occasione di compensazione al mancato sviluppo del territorio circostante.

    Di ciò abbiamo discusso anche nel corso dei lavori della giornata seminariale  (Urban Day Calabria 2008) svoltasi a Lamezia il 15 febbraio scorso alla presenza di amministratori e tecnici venuti da tutta la regione.

    In questo quadro anche noi riteniamo condivisibile l’obiettivo posto dal Commissario Straordinario, prof. De Dominicis, di accrescere la posizione competitiva di Gioia Tauro realizzando nel retroporto un gateway ferroviario (intermodalità) unitamente alla formazione di un distretto per la logistica,  così come pensiamo necessario dispiegare da parte del Governo centrale tutti i possibili strumenti e infrastrutture destinate alla sicurezza.

    Inoltre, se da un lato pensiamo che sia quanto mai importante difendere e valorizzare la missione dominante di questo porto, che è il trashipment, dall’altro lato, riteniamo indispensabile favorire e sostenere lo sviluppo delle altre attività come ad esempio la funzione terminalistica per le auto nuove che dovrebbe vedere il coinvolgimento di una grande colosso produttivo mondiale come la Honda, che sembra disporre di attendibili prospettive di mercato in ambito nazionale ed europeo.

    In sostanza ciò significa ribadire la  necessità di sostenere, insieme al transhipment, la diversificazione delle attività puntando sulla polifunzionalità del porto che rappresenta la vera carta vincente per il futuro.

    E’ evidente che una tale impostazione non può non avere ricadute nelle scelte di pianificazione che dovranno essere assunte con il Piano Regolatore portuale.

    Per questo  mi permetto di invitare tutti a considerare  questa fase con la dovuta apertura e con il necessario senso di responsabilità per giungere in tempi accettabili alla presentazione di una proposta seria e condivisa di Piano, che com’è noto, in base alla normativa in materia (Legge nazionale 84/1994) dovrà essere definitivamente approvato dalla Regione Calabria.

     

    Reggio Calabria, 25.2.2008

     

                               L’ASSESSORE ALL’URBANISTICA E AL GOVERNO DEL TERRITORIO

                            MICHELANGELO TRIPODI