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    Termovalorizzatore: duro attacco di Michelangelo Tripodi al Consiglio dei Ministri

    Dal segretario regionale del Pdci riceviamo e pubblichiamo

     

    La decisione assunta la settimana scorsa da Consiglio dei Ministri che ha impugnato la legge regionale del 28 dicembre 2007 con cui la Regione Calabria aveva sospeso il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro rappresenta un atto di una gravità senza precedenti e costituisce una pesantissima lesione alle prerogative del Consiglio Regionale.Occorre ricordare che la legge che aveva visto come primi firmatari il sottoscritto e il consigliere Antonino De Gaetano (PRC), era stata considerata come il coronamento di tante lotte e battaglie che, in questi anni, sono state combattute per bloccare la costruzione di un impianto dannoso per la salute e devastante per l’ambiente. La decisione del Consiglio dei Ministri è assurda e lesiva degli interessi dei calabresi ed è una vera e propria prevaricazione dei poteri regionali. La legge regionale è stata varata, infatti, nel momento in cui la Regione aveva acquisito la piena sovranità in materia di rifiuti. Dopo dieci anni è finita, infatti, la lunga stagione dell’emergenza dei rifiuti in Calabria che è stata contrassegnata da una gestione commissariale che si è rivelata deficitaria e fallimentare. La Regione si è riappropriata, dunque, dei suoi poteri e della sua sovranità nella materia dell’ambiente e dei rifiuti anche se il Consiglio dei Ministri ha ritenuto di arrogarsi il diritto di rimettere tutto in discussione impugnando la legge. Purtroppo il Governo Prodi ha ripetuto lo stesso percorso riproponendo una linea totalmente sbagliata.Per questo occorre rispondere con forza e determinazione a questo nuovo sopruso che si vuole imporre sulla testa dei calabresi.La prima cosa che chiediamo è che si dia piena attuazione alla legge di sospensione approvata dal consiglio regionale che mantiene pieno vigore ed efficacia fino al pronunciamento della Corte Costituzionale.Sotto questo aspetto vanno snidati e perseguiti tutti coloro i quali hanno finora impedito l’applicazione della legge con comportamenti illegali e illegittimi.Inoltre, riteniamo necessario che la Giunta Regionale assuma al più presto la decisone di costituirsi nel giudizio presso l’alta Corte per difendere la legge regionale e per tutelare gli interessi della Calabria.  Reggio Calabria, 28.2.2008                                                                                     Il Segretario regionale del PdCI Calabria                                                                  Michelangelo Tripodi