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    Spese mostra Callas, Viola scrive al Sindaco

    Riceviamo e pubblichiamo 

    Caro sindaco, come al solito non perde l’occasione di scadere nell’insulto volgare e nella difesa ad oltranza del Suo operato.
    Io, a differenza, non prediligo l’arma dell’attacco per ottenere una buona difesa. Cerco soltanto di non fare autogol, mantenendo il risultato in pareggio. Preferisco il catenaccio trappattoniano che la spregiudicatezza zemaniana.
    Difatti, nel riconoscerle l’autorità nella gestione e nell’organizzazione della cosa pubblica, non mi preoccupo assolutamente del “come” esercita questa prerogativa, poiché significherebbe non riporre fiducia nel Suo operato ed in quello dei Suoi collaboratori.
    Sono certamente attento ai risultati che la Sua azione amministrativa incassa, al di là del costo utile a raggiungerli.
    Su questo versante ( della spesa congrua, s’intende!), esistono due imparziali giudici: la magistratura contabile ed il popolo elettore.
    Al momento opportuno, quando saranno chiamati in causa, risponderanno basandosi su dati certi ed inoppugnabili, e non già su articoli di giornali comunisti e/o fascisti.
    Decreteranno una sentenza  per il bene della comunità della quale anche Lei ne fa parte.
    Mi sia però consentito un distinguo rispetto alla polemica innescata dalla mostra “InCanto” che si sta svolgendo alla villa Zerbi.
    Fermo restando che non è di mio interesse, riconosco comunque che si tratti di un evento di carattere cittadino, regionale, nazionale ed internazionale.
    La Callas è certamente stata uno dei più popolari personaggi  del secolo scorso. Negarlo, sarebbe come disconoscere l’esistenza di Maradona.
    Come tale è orgoglio cittadino, poterne scrutare da vicino opere e pensieri, ma anche effetti personali. Di questo, i visitatori, che immagino siano tanti e tanto interessati, le porgono il più sentito ringraziamento, rinviando il loro giudizio alla prossima chiamata.
    Ma quanti sono? Di certo non rappresentano l’intera città o buona parte di essa. E a questi, che l’informazione tutta, comunista e/ o fascista, ha il dovere di fornire le utili notizie su quanto costi e del perchè costi tanto o poco , un evento piuttosto che un altro. Questa è informazione. Punto e basta.
    Si può decidere di leggere o meno un quotidiano, a seconda dei gusti e della scelta che ti viene offerta, ma non si può invocare una censura sol perchè non si è d’accordo.
    Questo in democrazia non è consentito. Sopratutto da chi ha il dovere istituzionale di promuoverla e difenderla.
    Infine, mi siano consentite una precisazione ed una replica.
    Signor Sindaco, Lei per difendere le Sue scelte, non ha alcun bisogno di evocare scelte passate giuste o sbagliate che siano. Nel farlo induce il cittadino a riflettere ed a dubitare delle Sue certezze.
    E’ un segnale di debolezza, che La induce a forzature fuori luogo.
    Come può reggere la comparazione con un evento realizzato cinque anni prima?
    A quel tempo l’amministrazione era in possesso di una “location” suggestiva come villa Zerbi?
    E poi,  se è vero come lo è ,che ogni evento promosso reca  con se il fascino del luogo ove si realizza, quanto costa all’amministrazione comunale la fruizione dello stabile in oggetto?
    E se così è , il costo è contemplato nella spesa utile per la realizzazione  degli eventi culturali annuali o quinquennali che, oppure viene stornato da altre voci e  comunque  dalle casse comunali?
    È facile sostenere come fa la D.ssa Freno, che una cosa e Gucci altro e il mercatino per evidenziare la qualità di un prodotto.
    Lo è  altrettanto, aggiungendo, che e necessario indossare prima le calze e poi le scarpe; altrimenti risulta più dignitoso calzare l’infradito.

                                                  Stefano Viola
                                                                                                Consigliere Circoscrizione