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    Sanità: si riunisce gruppo dirigente Uil-Fpl

    Dal segretario provinciale della Uil-Fpl riceviamo e pubblichiamo

    Alla luce delle drammatiche notizie che ultimamente hanno avuto al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il settore della sanità, si è riunito il gruppo dirigente della UIL-FPL del comprensorio di Reggio Calabria, alla presenza del Segretario Generale Regionale Raffaele Gentile. Per anni la UIL-FPL  ha denunciato lo stato di involutiva criticità, scaturente da decenni di insipiente e colpevole politica di indirizzo del comparto sanitario. Più volte ha dovuto fare ricorso alle autorità competenti per stigmatizzare il fallimento di corrette relazioni sindacali, utilizzando tutto ciò che la legge consente in materia di lotta sindacale al malcostume e al malaffare che lentamente ma inesorabilmente ha permeato il comparto. La UIL non ha lesinato di utilizzare a piene mani l’azione di denuncia delle zone grigie, delle rendite di posizione di natura anche sindacale e quanto di pernicioso si iniziava ad insinuare tramite le selvagge  esternalizzazioni di interi settori strategici ospedalieri e territoriali. La crisi incombente, lo stato di stallo e di sbando dell’intera componente sanitaria, è stata puntualmente preannunciata ed urlata da questo sindacato che si è sempre distinto nel contrasto di infauste filosofie gestionali di Direttori Generali, buoni per ogni stagione, diretta espressione sia del centro sinistra che del centro destra. Un settore nevralgico che ha brillato per la repentina alternanza dei D.G. (uno ogni nove mesi), e degli assessori di riferimento (uno ogni anno). La UIL non consentirà ai “paraninfi” della politica, oggi, ad assurgere a paladini della legalità, dopo che per anni si sono in tutt’altre faccende affaccendati. La sanità  risulta essere, giustamente, commissariata, monitorata dalle prefetture, scossa da subentranti inchieste giudiziarie che hanno scoperchiato un vaso di Pandora, facendo affiorare l’opprimente  collusione tra politica, burocrazia, e ndrangheta. La politica regionale, indipendentemente dai proclami e dai facili slogans, sulla tolleranza zero, si è giocata la credibilità , inscenando una crisi di isteria parossistica che palesa il terrore di aver perso poltrona e futuro. Il sindacato in questi momenti drammatici, deve far ricorso al grande senso di responsabilità di cui è dotata la  propria salda classe dirigente, per evitare che la deriva abbia il sopravvento con ricadute di inimmaginabile negatività  sui lavoratori e i cittadini. Bisogna evitare facili criminalizzazioni di intere categorie di lavoratori, giudizi sommari sulla professionalità del personale addetto al settore. Non paga far passare l’idea che tutta la sanità è mafia ed i dipendenti elementi tali da giustificare schedature di massa. Bisogna, invece, immediatamente invertire la tendenza, confermando che il settore della sanità è permeato dal malaffare quanto e non più delle altre istituzioni, dove i delinquenti  vanno colpiti senza reticenza ma con precisione chirurgica, utilizzando quanto la severità delle leggi prevede in questi casi. Per la UIL è indispensabile, ripartire immediatamente facendo quadrato e difendendo la grandissima parte di buono e i tantissimi punti d’eccellenza che nel pubblico insiste. Garantire alla stragrande maggioranza di dipendenti che sono persone perbene e professionisti encomiabili, tranquillità, fiducia nel loro operato, gratitudine per i sacrifici diuturnamente fatti. Tutto questo nelle more di una urgente rifondazione del settore che veda la politica occuparsi solo delle linee guida di indirizzo di un settore che fagocita il 60% delle risorse economiche calabresi.                                                                                                                        Il Segretario Provinciale                                                                                                           ( Nuccio Azzarà)