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    Rifondazione sulla centrale a carbone

    Da Rifondazione Comunista riceviamo e pubblichiamo

     

    Bene ha fatto Legambiente ad aprire proprio a Saline Joniche i festeggiamenti del terzo compleanno del Protocollo di Kyoto, rilanciando il no alla centrale a carbone. Il blitz nei pressi dell’area ex Liquichimica-Sipi e la presentazione a Reggio del dossier contro l’uso del combustibile fossile, di fatto squarciano l’alone di mistero e silenzio che si è registrato negli ultimi mesi sulla vicenda. Al clamore iniziale, suscitato da forti prese di posizione di Enti locali, partiti e associazioni, ha fatto seguito una fase di preoccupante calo di attenzione sull’opera voluta dagli svizzeri della Sei. E non c’è niente di meglio dei riflettori spenti e dell’assenza di discussione per lavorare nell’ombra ed aggirare i veti e il dissenso popolare. Per questo, crediamo che si debba tornare a parlare di Saline Joniche, che l’opposizione alla centrale venga riportata al centro della dibattito nelle istituzioni locali e si faccia luce sulle mosse compiute dalla multinazionale svizzera in queste settimane. In particolare, va informata l’opinione pubblica se corrisponde al vero che la società abbia già ultimato un proprio studio di fattibilità e che stia realizzando delle prime infrastrutture di supporto alla centrale. Si tratterebbe di un fatto gravissimo.Dopo alcuni mesi di stanca, è giunto il momento che tutto l’articolato “fronte del no” torni a farsi sentire. A partire dall’Amministrazione provinciale, la quale – attraverso la Valutazione di impatto ambientale – ha tutti gli strumenti per bloccare l’ecomostro e che per voce del Presidente Morabito, degli assessori Neri e Costantino e di tutti i capigruppo consiliari aveva rispedito al mittente l’ipotesi del carbone. Palazzo Foti aveva, inoltre, lanciato per Saline Joniche una proposta alternativa, imperniata sulla realizzazione di un parco ludico-ambientale e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, in primis il solare. Riteniamo necessario dare gambe e consistenza a quest’ultimo progetto, attraverso il coinvolgimento della Regione e di tutti gli attori locali e la programmazione di interventi volti a bonificare l’area ex Liquichimica-Sipi, valorizzare il sito del pantano e creare  occupazione stabile attraverso un modello eco-compatibile. Un modello opposto a quello dell’archeologia industriale e al ritorno al giurassico del carbone.  Reggio Calabria, 18 febbraio 2008 Il Segretario del Prc

    Antonio Larosa

     I Consiglieri provinciali del PrcOmar MinnitiGiovanni Nucera