• Home / CITTA / Regione, é il Presidente Bova l’ultima speranza

    Regione, é il Presidente Bova l’ultima speranza

    bovaLa situazione è grave ma non è seria, direbbe qualcuno.

    La Regione Calabria si attorciglia sui suoi problemi infiniti giorno dopo giorno, manetta dopo manetta.

    Dopo il consigliere Crea i braccialetti sono scattati ai polsi di Pasquale Tripodi.

    Comprendere se, tecnicamente, al momento dell'arresto questi fosse


    ancora organico alla squadra di Governo di Loiero oppure fosse stato sbarcato qualche istante prima non è argomento che ci appassiona, nè ci pare, francamente, edificante.

    Però un dato generale bisogna trarlo da ciò che accade. E deve trattarsi, necessariamente, di un dato di sintesi: Loiero è assediato. In effetti, se si vogliono guardare con attenzione gli eventi e se si riesce a parcellizzare gli accadimenti, sono ben poche le vicende che lo riguardano direttamente.

    E però non crediamo dubitabile l'esistenza di una sorta di responsabilità oggettiva, almeno sul piano politico, di un Governatore in quanto tale.

    A questa consiliatura, evidentemente una consiliatura maledetta, è successo di tutto: da un vicepresidente dell'Assemblea ammazzato, ad arresti frutto di errori giudiziari (leggi caso Pacenza), ad indagini a cascata su quasi 2/3 dei consiglieri, alla condanna a sette anni di galera per un capogruppo (leggi Sculco), alle morti a raffica negli ospedali (leggi da Monteleone in avanti), all'arresto del consigliere che proprio Fortugno aveva sostituito (leggi Crea), alle manette ai polsi di quello che fino a dodici ore prima era il titolare di una delle deleghe nodali per una Regione come la Calabria, quella al turismo (leggi Tripodi).

    In tutto ciò ci si è messa anche la nascita del Partito Democratico a paralizzare quel poco di vita amministrativa rimasta e, dopo una stasi di cinque mesi, solo da oggi, molto cautamente, le commissioni ricominciano a funzionare, mentre il Piano Sanitario nuovo viene dato da mesi in dirittura d'arrivo ma all'orizzonte dell'Aula ancora non si vede.

    Loiero ha già annunciato, dopo l'arresto di Tripodi, l'ennesimo dibattito ad hoc in Consiglio regionale, dopo quello sull'emergenza sanitaria.

    Va bene tutto, ma ecco che la politica calabrese si attorciglia su sè stessa.

    Dovrebbe lavorare per cercare di arginare i devastanti problemi del territorio calabrese, si è ridotta a lavorare solo ed esclusivamente per tentare di mettere pezze agli altrettanto devastanti problemi che ha al proprio interno.

    Noi lo diciamo chiaramente: non crediamo che, in questo momento, sirene di scioglimento del Consiglio facciano bene ad una Calabria sull'orlo del baratro, ma l'Aula deve avere la forza per dare a Loiero il mandato per andare avanti.

    Ma per andare avanti, non per vivacchiare. Vorremmo vedere un'Aula che torni a lavorare, delle commissioni che si scuotano dal torpore e, soprattutto, un esecutivo che, ove decidesse di restare in sella, lo faccia incurante di ciò che accade, turandosi le orecchie e, se del caso, utilizzando anche i paraocchi.

    Anzi, per essere ancora più chiari, riteniamo che, sul piano della dignità istituzionale e del rigore dell'uomo, il segnale inequivocabile debba e possa partire solo da uno scranno, il più alto, più di quello di Loiero, quello del Presidente Bova, nemmeno sfiorato da tonnellate di fango che si sono riversate su questa consiliatura e, soprattutto, custode, diremmo sacerdote dell'istituto più alto: l'Assemblea.

    Anche nelle recenti dichiarazioni Loiero lo ha fatto capire, anche se lo ha fatto a modo suo e nell'ottica che a lui interessa.

    Noi andiamo oltre: se questa consiliatura deve restare in piedi e deve provare a dare risposte ai calabresi senza trascinarsi in un'agonia lenta a pericolosa lo dica e lo dimostri con i fatti l'Aula.

    In fretta, però; ogni giorno che passerà inutilmente sarà un altro passo verso la resa.

     

    www.giusvabranca.com