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    Reggio,arrestato latitante

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno posto fine alla latitanza di Barchetta Giuseppe (anni 42) traendolo in stato di arresto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria. Nel corso della brillante operazione è stato arrestato anche M.G. (anni 48) con l’accusa di favoreggiamento personale aggravato.

    La latitanza di Barchetta era iniziata lo scorso 29 gennaio allorchè si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal GIP, dott. Leonardo, nell’ambito del procedimento penale n. 6050/06 pendente presso la Direzione Distrettuale Antimafia. Il GIP, infatti, aveva ravvisato le esigenze cautelari personali atteso il coinvolgimento del Barchetta in un associazione a delinquere finalizzata allo spaccio ed al traffico di sostanze stupefacenti. Al momento dell’esecuzione dell’ordinanza da parte della Questura di Reggio Calabria, però, il Barchetta non si era fatto trovare nella propria abitazione ed aveva fatto perdere le proprie tracce.

    È stato l’acume investigativo dei finanzieri appartenenti al Nucleo di Polizia Tributaria a smascherare il tentativo di nascondersi del Barchetta. Ha destato sospetti, infatti, la presenza, all’interno di un’autovettura di un soggetto vestito in modo da coprire il più possibile il proprio volto. A dare certezza che il soggetto voleva nascondere la propria identità contribuiva lo stato di palese nervosismo rivelato dal Barchetta al momento del controllo dei documenti. Un rapido interessamento della Sala Operativa del Comando Provinciale ne rivelava lo stato di latitanza.

    La perquisizione effettuata a bordo dell’automezzo, una Lancia Y, permetteva anche di scoprire che il Barchetta era uscito dal proprio nascondiglio perché stava preparando la fuga per far perdere definitivamente le tracce. Nel bagagliaio, infatti, sono state rinvenute delle valigie contenenti indumenti ed accessori per affrontare una lunga latitanza.

    In arresto è stato tratto anche M.G. che si trovava alla guida del veicolo al momento del controllo dei militari e che risultava anche proprietario dell’automezzo. Sulla persona dello stesso veniva addirittura rinvenuta una copia del provvedimento destinato ad un proprio parente e relativo alla medesima ordinanza di custodia cautelare da cui si voleva sottrarre Barchetta.